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Contratto a tempo determinato 2024: limiti, deroghe per start-up e confronto europeo

Contratto a tempo determinato 2024: limiti, deroghe per start-up e confronto europeo
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Il contratto a tempo determinato è una forma di lavoro subordinato ampiamente utilizzata in Italia, disciplinata dal Decreto Legislativo 81/2015 e successive modifiche.

Questo strumento contrattuale, offre flessibilità alle aziende ma richiede anche attenzione ai limiti normativi.

In questo articolo approfondiremo  nel dettaglio gli aspetti principali di questo tipo di contratto, sottolineando le differenze previste per le start-up innovative e confrontando la situazione italiana attualmente vigente con quella prevista in altri paesi europei.

Motivazioni per la scelta del contratto a termine

Le aziende scelgono il contratto a termine principalmente per:

  • Flessibilità nella gestione del personale
  • Possibilità di valutare il lavoratore prima di un’eventuale assunzione a tempo indeterminato
  • Copertura di picchi di lavoro stagionali o temporanei
  • Sostituzione di personale assente

Durata del contratto a tempo determinato

La normativa vigente stabilisce che:

  • La durata massima iniziale del contratto a tempo determinato è fissata in 12 mesi.
  • È possibile estendere la durata fino a 24 mesi, ma solo in presenza di almeno una delle causali previste dall’art. 19, primo comma del D. Lgs. 81/2015.

Le causali che consentono l’estensione a 24 mesi sono:

  • Esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività
  • Esigenze di sostituzione di altri lavoratori
  • Esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell’attività ordinaria

È importante sottolineare che il superamento del limite di 12 mesi, in assenza delle condizioni che legittimano l’estensione a 24 mesi, comporta la trasformazione automatica del contratto in contratto a tempo indeterminato dalla data di superamento del termine.

Proroghe e rinnovi

Il contratto a tempo determinato può essere:

  • Prorogato per un massimo di 4 volte nell’arco di 24 mesi, a prescindere dal numero dei contratti.
  • Rinnovato, ma solo in presenza delle causali sopra menzionate.

In caso di rinnovo, è necessario rispettare un intervallo temporale tra la sottoscrizione dei due contratti a termine, il cosiddetto Stop & Go:

  • 10 giorni per i contratti fino a 6 mesi
  • 20 giorni per i contratti di durata superiore a 6 mesi

Limiti quantitativi al tempo determinato e sanzioni previste

La legge pone dei limiti al numero di contratti a tempo determinato che un’azienda può stipulare:

Il numero complessivo di contratti a termine non può eccedere il 20% del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza all’azienda al 1° gennaio dell’anno di assunzione.

Per i datori di lavoro che occupano fino a 5 dipendenti, è sempre possibile stipulare almeno un contratto di lavoro a tempo determinato.

Il mancato rispetto di questo limite comporta sanzioni amministrative pecuniarie per il datore di lavoro così articolate:

  • Violazione per un solo lavoratore: se il numero dei lavoratori assunti in violazione del limite percentuale non è superiore a uno, si applica una sanzione pari al 20% della retribuzione per ciascun mese o frazione di mese superiore a 15 giorni di durata del rapporto di lavoro.
  • Violazione per due o più lavoratori: se il numero dei lavoratori assunti in violazione del limite percentuale è superiore a uno, la sanzione sale al 50% della retribuzione per ciascun mese o frazione di mese superiore a 15 giorni di durata del rapporto di lavoro.

Costi aggiuntivi del contratto a tempo determinato

Il contratto a tempo determinato comporta un costo aggiuntivo per l’azienda rispetto al contratto a tempo indeterminato.

In particolare, è prevista un’aliquota contributiva aggiuntiva dell’1,4%.

Inoltre, il costo del lavoro a tempo determinato non è deducibile ai fini IRAP, a differenza di quello a tempo indeterminato.

Diritto di precedenza o repechage

Il diritto di precedenza, o repechage, è un principio del diritto del lavoro italiano che impone al datore di lavoro, prima di procedere al licenziamento per giustificato motivo oggettivo, di verificare la possibilità di ricollocare il lavoratore in altre mansioni compatibili con la sua professionalità.

Nel caso dei contratti a termine, il lavoratore che ha prestato attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi ha diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi dodici mesi.

Ne abbiamo parlato alcuni mesi fa in questo articolo:

https://valentinaborsi.it/il-diritto-di-precedenza-dopo-il-tempo-determinato/

Recesso anticipato dal contratto a tempo determinato

Il recesso anticipato dal contratto a tempo determinato è generalmente possibile solo per giusta causa.

In caso di recesso ingiustificato, la parte che recede è tenuta a risarcire l’altra parte.

Trovate questo mio precedente articolo sul tema https://valentinaborsi.it/contratto-a-tempo-determinato-e-possibile-il-recesso-anticipato/

Deroghe particolari per le start-up innovative

Le start-up innovative godono di un trattamento particolare per quanto riguarda i limiti quantitativi nell’assunzione di lavoratori con contratto a tempo determinato.

Per le start-up innovative sono previste deroghe all’applicazione della disciplina generale sui contratti a tempo determinato, come l’esenzione dai limiti numerici legali e contrattuali e dal rispetto dei limiti per proroghe, rinnovi e successione di contratti.

Queste deroghe si applicano per un periodo di 4 anni dalla costituzione della start-up innovativa o per un periodo inferiore nel caso di società già costituite alla data di entrata in vigore della norma.

È importante notare che queste disposizioni si applicano solo per il periodo in cui l’impresa mantiene lo status di “start-up innovativa” (imprese di nuova costituzione ad alto valore tecnologico)

  • Esenzione dal limite quantitativo del 20%: Le start-up innovative sono esplicitamente escluse dal limite del 20% di contratti a tempo determinato rispetto al totale dei lavoratori a tempo indeterminato. 
  • Maggiore flessibilità contrattuale: Le start-up innovative possono stipulare un ulteriore contratto a termine per altri 12 mesi, superando così il limite generale dei 24 mesi, purché la stipula avvenga davanti alla Direzione territoriale del Lavoro competente. 
  • Assenza di sanzioni specifiche: Dato che le start-up innovative sono esenti dal limite del 20%, non sono previste sanzioni specifiche per il superamento di tale soglia.
  • Proroghe: Le start-up innovative possono prorogare i contratti di lavoro a tempo determinato superando il tetto massimo previsto dalla disciplina generale.

Rinnovi: Possono concludere un nuovo contratto di lavoro a termine senza dover rispettare l’intervallo di tempo minimo tra la scadenza di un contratto e l’inizio del successivo, previsto dalla normativa generale (ovvero lo Stop & Go di 10 giorni per contratti fino a 6 mesi e 20 giorni per contratti di durata superiore).

Confronto con altri Stati Europei

Il contratto a tempo determinato è utilizzato in molti paesi europei, ma con alcune differenze:

In Francia, la durata massima è di 18 mesi, rinnovabile una sola volta.

In Germania, il limite è di 24 mesi, con possibilità di 3 rinnovi.

In Spagna, la durata massima è di 12 mesi, con possibilità di un solo rinnovo.

L’Italia si colloca in una posizione intermedia in termini di flessibilità e durata massima consentita.

Conclusione

In conclusione, il contratto a tempo determinato rappresenta uno strumento importante per le aziende italiane, offrendo flessibilità ma comportando anche costi e limitazioni specifiche.

La sua regolamentazione mira a bilanciare le esigenze di flessibilità delle imprese con la tutela dei lavoratori.

Tuttavia, al fine di prevenire l’abuso di questa forma contrattuale, vi sono limiti di durata, vincoli sulle proroghe e i rinnovi da rispettare, nonché i limiti quantitativi imposti dalla legge. 

Le deroghe previste per le start-up innovative testimoniano la volontà del legislatore di sostenere l’innovazione e la crescita di nuove realtà imprenditoriali, pur mantenendo un quadro di tutele per i lavoratori.

Guardando al futuro, in un contesto economico in continua evoluzione, è probabile che la disciplina del contratto a tempo determinato subirà future variazioni, adattandosi alle esigenze del mercato del lavoro e alle sfide poste dalla digitalizzazione e dall’automazione.

Sarà fondamentale per le aziende e i Consulenti del lavoro monitorare attentamente questi sviluppi per garantire che questo strumento contrattuale continui a svolgere un ruolo positivo nell’economia italiana.

Sì, è possibile stipulare un contratto a tempo determinato senza causale per una durata massima di 12 mesi.

L’indennità minima è stabilita a 300 euro mensili, ma può variare a livello regionale. In Emilia Romagna, ad esempio, è di 450 euro, mentre in Toscana è stata recentemente aumentata a 600 euro.

Se si supera il limite di durata massima (12 o 24 mesi, a seconda dei casi), il contratto si trasforma automaticamente in contratto a tempo indeterminato dalla data di superamento del termine.

Sì, i lavoratori a tempo determinato hanno diritto allo stesso trattamento economico e normativo dei lavoratori a tempo indeterminato comparabili. Per cui per quanto riguarda ferie, tredicesima mensilità e trattamento di fine rapporto li riceveranno in proporzione al periodo lavorativo prestato.

No, l’assunzione di lavoratori a tempo determinato per sostituire lavoratori in sciopero è espressamente vietata dalla legge.

Sì, il lavoratore a termine che abbia prestato attività lavorativa per un periodo superiore a 6 mesi presso la stessa azienda può vantare un diritto di precedenza per le assunzioni a tempo indeterminato nella stessa azienda entro i successivi 12 mesi.

Per ulteriori informazioni sul contratto a tempo determinato 2024: limiti, deroghe per start-up e confronto europeo o se cerchi un Consulente del Lavoro contatta lo Studio Borsi e compila il form sottostante.