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Contratto a tempo determinato: è possibile il recesso anticipato?

L'immagine raffigurata descrive il recesso anticipato in caso di contratto determinato
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Il contratto a tempo determinato è un rapporto di lavoro subordinato a cui viene apposto un termine di scadenza.

È disciplinato dal D. Lgs. 81/2015 (artt. 19-29) e rappresenta un’eccezione rispetto al contratto a tempo indeterminato, che rimane la forma comune di rapporto di lavoro. 

In linea generale, non è possibile recedere da questo tipo di contratto prima della scadenza, a meno che non ci sia una giusta causa.

Quando è possibile il recesso anticipato?

Esistono due casistiche principali:

1. Giusta causa:

Il recesso anticipato dal contratto a termine, prima della scadenza concordata, sensi dell’art. 2119 del Codice civile, è ammesso in presenza di una giusta causa, ovvero un fatto di gravità tale da non consentire la prosecuzione, neppure provvisoria, del rapporto di lavoro.

Per il datore di lavoro: Il datore di lavoro può recedere anticipatamente solo se il lavoratore si rende inadempiente con una condotta talmente grave da ledere irrimediabilmente il vincolo fiduciario che rende impossibile la prosecuzione del rapporto lavorativo, come ad esempio:

  • Insubordinazione grave e reiterata;
  • Mancanza di puntualità o assenze ingiustificate;
  • Furto o danneggiamento di beni aziendali;
  • Violenza o minacce nei confronti di colleghi o superiori;
  • Abbandono ingiustificato del posto di lavoro.

Per il lavoratore: Il lavoratore può recedere anticipatamente in presenza di situazioni eventi gravi che rendono impossibile il prosieguo del lavoro, che legittimano le dimissioni per giusta causa, tra cui:

  • Mancato pagamento delle retribuzioni;
  • Omesso versamento dei contributi previdenziali;
  • Demansionamento ingiustificato;
  • Mobbing o molestie sessuali;
  • Malattia grave o infortunio invalidante.

2. Risoluzione consensuale

Entrambe le parti (datore di lavoro e lavoratore) possono decidere di comune accordo di rescindere il contratto prima della scadenza risolvendo consensualmente il rapporto.

In questo caso, è consigliabile redigere un verbale scritto che attesti la volontà di entrambe le parti e darne comunicazione al Centro per l’Impiego entro cinque (5) giorni.

Conseguenze del Recesso Anticipato Ingiustificato

In assenza di giusta causa, il recesso anticipato costituisce un inadempimento contrattuale che può comportare un danno per la parte che lo subisce. 

– Per il lavoratore, il risarcimento può essere calcolato sulle retribuzioni che avrebbe percepito fino alla scadenza del contratto.

– Per il datore, il danno può derivare da costi di formazione, selezione e sostituzione del lavoratore. Un parametro utilizzato è l’importo dell’indennità di preavviso prevista per il contratto a tempo indeterminato.

NASpI e recesso anticipato

La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è un’indennità di disoccupazione che spetta ai lavoratori che hanno perso involontariamente il lavoro. 

In generale, il lavoratore che recede anticipatamente dal contratto a termine non ha diritto alla NASpI(Indennità di disoccupazione).

Tuttavia, ci sono alcune eccezioni per cui la NASpI spetta:

  • Se il recesso avviene per giusta causa o per giustificato motivo oggettivo.
  • Se il recesso avviene per risoluzione consensuale a seguito di un accordo raggiunto in sede di conciliazione presso l’Ispettorato del Lavoro, ex art. 7 L. 604/1966 (con obbligo del datore di pagare il contributo di licenziamento).
  • Se il recesso avviene per risoluzione consensuale a seguito del rifiuto del lavoratore di essere trasferito a una sede di lavoro distante più di 50 km dalla propria residenza ovvero mediamente raggiungibile in 80 minuti o più con i mezzi pubblici.

In ogni caso, la NASpI a seguito di risoluzione consensuale non spetta nell’ipotesi in cui il datore di lavoro sia costituito da un’azienda che occupa meno di 15 dipendenti.

In sintesi, il recesso anticipato dal contratto di lavoro a tempo determinato è ammesso solo in presenza di una giusta causa, altrimenti può comportare conseguenze risarcitorie per la parte inadempiente.

La risoluzione consensuale è un’opzione percorribile, ma il lavoratore potrebbe perdere il diritto alla NASpI, salvo alcune eccezioni previste dalla legge.

No, per il contratto a tempo determinato non sono previsti né il preavviso né le dimissioni volontarie, poiché il lavoratore all’atto dell’assunzione si è impegnato a prestare la propria attività per un determinato periodo di tempo.

No. La giusta causa non è una motivazione personale, ma un fatto talmente grave che lede la fiducia nel rapporto di lavoro per cui diventa impossibile il proseguimento del lavoro stesso.

Le dimissioni sono illegittime.

Si, poiché il datore aveva fatto affidamento sulle prestazioni del dipendente per un determinato periodo e, a seguito del recesso illegittimo, si ritrova con una posizione lavorativa scoperta e con la necessità di trovare una nuova risorsa.

No. Il Ticket licenziamento riguarda solo i casi di interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per le causali che comportano il diritto alla NASpI per il lavoratore.

No, anche in questo caso, se il contratto è a tempo determinato le parti non possono recedere senza giusta causa. In caso di risoluzione anticipata del rapporto da parte del lavoratore, l’Agenzia può addebitare una penalità.

Per ulteriori informazioni sul tema del recesso anticipato nel tempo determinato o se cerchi un Consulente del Lavoro contatta lo Studio Borsi e compila il form sottostante.