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Il diritto di precedenza dopo il tempo determinato

L'immagine raffigura il diritto di precedenza dopo il tempo determinato
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In Italia, il Decreto Legislativo n. 81 del 2015, noto anche come Jobs Act, ha introdotto un importante strumento per tutelare i lavoratori con contratto a tempo determinato: il diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato.

L’articolo 24, comma 4 del Jobs Act stabilisce che, a parità di condizioni, i lavoratori che hanno prestato attività lavorativa con contratto a termine per un periodo superiore a sei mesi presso la stessa azienda, hanno diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi dodici mesi.

Presupposti e ambito di applicazione del diritto di precedenza

Il lavoratore a tempo determinato che intende avvalersi del diritto di precedenza deve comunicarlo al datore di lavoro per iscritto entro sei mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro. La comunicazione deve contenere la manifestazione di volontà di essere assunto a tempo indeterminato e l’indicazione delle mansioni per le quali si intende esercitare la prelazione.

Per beneficiare del diritto di precedenza, il lavoratore a tempo determinato deve rispettare alcuni requisiti:

  • Aver prestato attività lavorativa con contratto a termine per un periodo superiore a sei mesi presso la stessa azienda;
  • La cessazione del contratto di lavoro a termine deve essere avvenuta per motivi non imputabili al lavoratore (ad esempio, scadenza del termine, fine dei lavori stagionali, ecc.);
  • Il lavoratore deve manifestare la volontà di essere assunto a tempo indeterminato entro sei mesi dalla cessazione del contratto;

Le assunzioni a tempo indeterminato per le quali il lavoratore intende esercitare la prelazione devono avvenire per mansioni analoghe a quelle già svolte durante il periodo di lavoro a termine.

In merito alle mansioni già espletate, con riguardo all’art. 2103 c.c., è possibile una utilizzazione “trasversale” del lavoratore nelle mansioni dello stesso livello all’interno della medesima categoria legale di riferimento se espletate nel corso del precedente rapporto (o dei precedenti rapporti, contando la sommatoria dei contratti).

Il diritto di precedenza nel pubblico impiego

Le pubbliche amministrazioni, di regola, assumono esclusivamente con contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato seguendo le procedure di reclutamento pubbliche previste dal Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (art. 35). 

Tuttavia, anche le PA possono stipulare contratti di lavoro subordinato a tempo determinato, ma soltanto per comprovate esigenze di carattere esclusivamente temporaneo o eccezionale.

Il diritto di precedenza si applica nel settore privato, poiché nel settore pubblico, esso opera esclusivamente per il personale reclutato attraverso una procedura concorsuale.

In particolare, i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato possono essere stipulati secondo quanto previsto dal D. lgs. 81/2015, ad eccezione del diritto di precedenza che si applica esclusivamente al personale reclutato secondo le procedure pubbliche (art. 35, comma 1, lettera b).

Vantaggi e finalità del diritto di precedenza

Il diritto di precedenza rappresenta un importante strumento di tutela per i lavoratori a tempo determinato, in quanto offre loro la possibilità di stabilizzare il proprio rapporto di lavoro e di acquisire maggiori garanzie per il futuro.

Inoltre, il diritto di precedenza contribuisce a ridurre il precariato nel mercato del lavoro italiano, incentivando le imprese ad assumere a tempo indeterminato i lavoratori che hanno già maturato esperienza all’interno dell’azienda.

La legge stabilisce, he il diritto di precedenza si estingue una volta trascorso un anno dalla data di cessazione del rapporto.

Violazione del diritto di precedenza

Nel caso in cui il lavoratore voglia esercitare il diritto di precedenza espressa dal lavoratore, è importante che ciò avvenga espressamente per iscritto.

Qualora l’azienda non rispetti il diritto di precedenza, quindi in caso di violazione del diritto da parte del datore di lavoro, il lavoratore interessato può impugnare l’assunzione illegittima e richiedere il risarcimento dei danni.

Non è invece prevista la possibilità, per il lavoratore, di chiedere che la nuova assunzione venga imposta al datore.

In conclusione, il diritto di precedenza rappresenta un diritto fondamentale per i lavoratori a tempo determinato, che contribuisce a valorizzare la loro professionalità e a promuovere un mercato del lavoro più equo e sicuro.

Il lavoratore assunto con contratto a termine che abbia prestato attività per oltre 6 mesi ha diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi 12 mesi, con la stessa mansione o equivalente. 

Nel computo dei sei (6) mesi rientrano anche i periodi del congedo di maternità obbligatoria per le donne. Per gli uomini che hanno fruito del congedo obbligatorio di paternità, vale lo stesso principio.

Il datore di lavoro è tenuto a comunicare per iscritto al lavoratore l’esistenza di una nuova posizione disponibile, in modo da consentirgli di esercitare la precedenza. In caso di mancata comunicazione, il lavoratore può fare ricorso amministrativo. 

È fondamentale quindi che il datore di lavoro conservi le comunicazioni inviate atte a dimostrare di aver rispettato il diritto di precedenza dei lavoratori a termine, evitando così possibili sanzioni o richieste di risarcimento danni.

La violazione del diritto di precedenza espone il datore di lavoro al rischio di dover risarcire il danno al lavoratore secondo un quantum stabilito dal giudice.

Prima di procedere a nuove assunzioni a tempo indeterminato, il datore di lavoro deve comunicare per iscritto ai lavoratori a tempo determinato che hanno maturato il diritto di precedenza la disponibilità dei posti di lavoro, assegnando un termine per l’accettazione.

Se il lavoratore non risponde entro il termine assegnato, il datore di lavoro può procedere ad assumere altri lavoratori senza violare il diritto di precedenza.

E’ importante conservare la documentazione relativa alle comunicazioni inviate ai lavoratori e alle eventuali risposte ricevute, in caso di future contestazioni.

Non sono previste sanzioni amministrative specifiche.

Tuttavia, gli ispettori del lavoro possono adottare un provvedimento di disposizione nei confronti del datore di lavoro, obbligandolo ad ottemperare all’obbligo, pena l’irrogazione di una sanzione di importo minimo pari a 1.000 euro.

Si tratta di una facoltà, non di un obbligo. Il lavoratore può trovare anche un altro impiego presso altro datore di lavoro, e non far valere il proprio diritto di precedenza.

Per ulteriori informazioni sul tema del diritto di precedenza nel tempo determinato o se cerchi un Consulente del Lavoro contatta lo Studio Borsi e compila il form sottostante.