La visita fiscale è un controllo medico che ha lo scopo di verificare lo stato di salute di un lavoratore assente per malattia. Questo strumento è fondamentale per garantire che le assenze per malattia siano giustificate e che le risorse pubbliche siano utilizzate correttamente. In questo articolo, esploreremo in dettaglio cosa comporta una visita fiscale, quali sono i diritti e i doveri di aziende e lavoratori, e come gestire le comunicazioni con l’INPS.
Il diritto alla salute nel Codice Civile italiano
Il diritto alla salute è un principio fondamentale sancito dall’articolo 32 della Costituzione italiana, che lo definisce come un diritto inviolabile dell’individuo e un interesse della collettività. Questo principio è ulteriormente supportato dal Codice Civile italiano, il quale prevede specifiche tutele per i lavoratori in caso di malattia. La normativa stabilisce che il lavoratore ha diritto a un periodo di congedo per malattia, durante il quale non può essere licenziato, salvo il superamento del “periodo di comporto”. Durante questo periodo, il lavoratore ha diritto a ricevere un’indennità economica, che può essere integrata dal datore di lavoro in base al contratto collettivo applicabile.
La nascita dell'INPS in Italia
L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) è stato istituito nel 1933 come ente di previdenza sociale per gestire le assicurazioni sociali obbligatorie in Italia. L’INPS è l’ente principale che si occupa della gestione delle pensioni e delle indennità per malattia, maternità, disoccupazione e altre prestazioni sociali. La sua creazione ha rappresentato un passo fondamentale nella costruzione del sistema di welfare italiano, garantendo una rete di sicurezza sociale per i lavoratori e le loro famiglie.
La malattia e la sua tutela
La malattia è considerata un evento che altera lo stato di salute del lavoratore, rendendolo temporaneamente inabile a svolgere le proprie mansioni lavorative. La tutela della malattia nel rapporto di lavoro si concretizza attraverso il diritto del lavoratore a un periodo di assenza retribuita, durante il quale riceve un’indennità economica. Questa indennità è generalmente erogata dall’INPS, ma può essere integrata dal datore di lavoro in base ai contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL). La tutela della malattia è fondamentale per garantire che il lavoratore possa recuperare la propria salute senza subire conseguenze economiche negative.
Abbiamo parlato del tema in precedenza qui: Malattia sul lavoro: quando viene pagata?
Visite fiscali: un controllo necessario
Le visite fiscali sono controlli medici effettuati per verificare lo stato di salute del lavoratore assente per malattia. Questi controlli possono essere richiesti dal datore di lavoro o disposti d’ufficio dall’INPS. Il lavoratore, durante il periodo di malattia, è obbligato a essere reperibile in determinate fasce orarie per consentire l’effettuazione della visita fiscale. La mancata reperibilità senza giustificato motivo può comportare la perdita del diritto all’indennità di malattia.
Novità 2024 sulle fasce di reperibilità delle visite fiscali
Dal 2024, le fasce di reperibilità per le visite fiscali sono state uniformate per i dipendenti pubblici e privati. Ora, i lavoratori devono essere reperibili nelle seguenti fasce orarie:
Dipendenti del settore pubblico e del privato | Fasce di reperibilità 2024 (7 su 7 compresi weekend e festivi) |
|---|---|
Mattina | 10:00 – 12:00 |
Pomeriggio | 17:00 – 19:00 |
Fino allo scorso anno i lavoratori e le lavoratrici del settore pubblico erano tenuti a rispettare le fasce di reperibilità previste dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18, rispetto all’orario ridotto previsto invece per i dipendenti privati.
Dal 2024, dopo che il TAR del Lazio ha ritenuto questa differenziazione incostituzionale, le regole sono state uniformate. Queste fasce di reperibilità si applicano sette giorni su sette, inclusi i giorni festivi. L’uniformazione delle fasce orarie mira a semplificare il processo di controllo e a garantire una maggiore equità tra i lavoratori dei settori pubblico e privato. È importante che i lavoratori siano consapevoli di queste fasce per evitare sanzioni in caso di mancata reperibilità durante una visita fiscale.
Richiesta e costo della visita fiscale
La visita fiscale può essere richiesta dal datore di lavoro tramite una procedura telematica sul portale dell’INPS. Il costo della visita fiscale è a carico del datore di lavoro e varia a seconda delle circostanze:
- In caso di visita effettuata per presenza del lavoratore:
- 41,67 € se richiesta in giorno feriale
- 52,82 € se richiesta in giorno festivo
- In caso di visita non effettuata per mancata reperibilità del lavoratore:
- 28,29 € se richiesta in giorno feriale
- 39,61 € se richiesta in giorno festivo
- Costi extra: 4,73 € di costi amministrativi e un rimborso spesa di:
- 6,00 € se la visita è effettuata in città
- 10,00 € se la visita è effettuata entro 20 km
- 15,00 € se la visita è effettuata oltre i 20 km.
Esempio pratico per le aziende
Un’azienda con un dipendente assente per malattia può richiedere una visita fiscale per verificare la legittimità dell’assenza. Supponendo che l’azienda abbia dieci dipendenti e che due di essi siano assenti per malattia, l’azienda potrebbe decidere di richiedere visite fiscali per entrambi, sostenendo un costo totale di circa 100 euro. Questo controllo può aiutare a prevenire abusi e garantire che le assenze siano giustificate. È consigliabile effettuare tale richiesta soprattutto quando le malattie dei dipendenti sembrano strategiche.
E’ opportuno ricordare che i medici incaricati possono rivelare al lavoratore che la visita è stata richiesta dal datore di lavoro, anche se formalmente non dovrebbero farlo per motivi di privacy.
Visite fiscali disposte dall'INPS
Le visite fiscali possono essere disposte anche d’ufficio dall’INPS, oltre che su richiesta del datore di lavoro. Questo tipo di controllo è parte del sistema di verifica per evitare abusi nell’uso delle indennità di malattia e per garantire che le risorse pubbliche siano utilizzate correttamente. L’INPS può effettuare controlli a campione specialmente in casi di malattie di lunga durata o in situazioni che richiedono un controllo più rigoroso, sia nel settore privato che in quello pubblico. Questi controlli a campione sono importanti per permettere che solo coloro che ne hanno effettivamente diritto ricevano le prestazioni previste. Inoltre, l’INPS può intervenire in situazioni in cui vi siano segnalazioni di possibili abusi o discrepanze nei dati forniti dai lavoratori.
Cambiare l'indirizzo di reperibilità
Se un lavoratore deve cambiare il proprio indirizzo di reperibilità durante un periodo di malattia, deve seguire una procedura specifica:
- Accesso al portale INPS: Il lavoratore deve accedere al sito web dell’INPS utilizzando uno dei sistemi di autenticazione previsti, come SPID, Carta di Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS).
- Sezione “Servizi Online”: Una volta autenticato, il lavoratore deve entrare nella sezione dedicata ai “Servizi Online” e selezionare lo “Sportello al cittadino per le visite mediche di controllo”.
- Comunicazione del nuovo indirizzo: Utilizzando la funzione “Indirizzo reperibilità ai fini delle visite mediche di controllo”, il lavoratore può comunicare il nuovo indirizzo di reperibilità. È importante assicurarsi che il nuovo indirizzo sia corretto e aggiornato.
- Effetto della comunicazione: La nuova reperibilità viene considerata valida a partire almeno dal giorno successivo a quello dell’avvenuta comunicazione. Questo significa che il lavoratore deve assicurarsi di essere reperibile al nuovo indirizzo a partire da quel momento.
- Consultazione degli indirizzi: Il lavoratore può anche consultare tutti gli indirizzi di reperibilità comunicati all’INPS tramite la funzione “Indirizzi comunicati”.
Specifiche per il settore pubblico
Per i lavoratori del settore pubblico, oltre alla comunicazione all’INPS, è necessario informare preventivamente la propria amministrazione di appartenenza della variazione dell’indirizzo di reperibilità. Sarà poi l’amministrazione a comunicare il nuovo indirizzo all’INPS per l’effettuazione delle visite mediche di controllo.
Il codice "E" nel certificato di malattia
Il codice “E” nel certificato di malattia INPS è un elemento utilizzato per scopi interni all’Istituto e non ha alcuna finalità di esenzione dalle visite fiscali. È un errore comune pensare che questo codice possa evitare le visite di controllo durante le fasce orarie di reperibilità. Infatti, l’esenzione dalle visite di controllo INPS riguarda esclusivamente la reperibilità e non il controllo stesso. Pertanto, il controllo può sempre essere effettuato, indipendentemente dalla presenza del codice “E” nel certificato.
Abbiamo parlato nel primo articolo della La certificazione dello stato di malattia
Conclusione
Il Consulente del Lavoro è un alleato prezioso per le aziende nella gestione delle visite fiscali e delle assenze per malattia. Il professionista può guidare le imprese garantendo che le procedure siano seguite correttamente e che i diritti dei lavoratori siano rispettati. Oltre alle visite fiscali, un Consulente del Lavoro può fornire supporto nella gestione complessiva delle assenze per malattia, aiutando a sviluppare politiche aziendali che promuovano il benessere dei dipendenti e riducano l’assenteismo.
- domande Frequenti
Le fasce orarie di reperibilità sono dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00, sette giorni su sette, per tutti i lavoratori dipendenti, pubblici e privati.
Se un lavoratore non è reperibile senza giustificato motivo, può perdere il diritto all’indennità di malattia e potrebbe subire sanzioni disciplinari.
Il costo della visita fiscale è a carico del datore di lavoro.
Sì, un lavoratore può ammalarsi durante le ferie e deve fornire il domicilio per la visita fiscale.
L’azienda può richiedere una visita fiscale tramite il portale telematico dell’INPS, seguendo la procedura indicata.
Il consulente del lavoro assiste l’azienda nella gestione delle visite fiscali, garantendo la conformità normativa e ottimizzando i costi.
Per ulteriori informazioni sulla visita fiscale o se cerchi un Consulente del Lavoro contatta lo Studio Borsi e compila il form sottostante.
