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Sgravio 2025 per assunzioni a tempo indeterminato under 35

Giovani under 35
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L’esonero contributivo per giovani under 35 rappresenta oggi una delle misure più dibattute nel panorama del diritto del lavoro italiano. Tra modifiche normative, pareri UE e revoche di decreti, le aziende si trovano a navigare in acque agitate. In questo articolo vediamo le ultime evoluzioni.

Contesto e normativa di riferimento

Introdotto dall’art. 22 del Decreto Coesione (D.L. 60/2024), lo sgravio del 100% dei contributi a carico del datore di lavoro nasce con l’obiettivo preciso di contrastare la precarietà giovanile.

L’agevolazione, che avrà una durata massima di 24 mesi, si applica a:

  • Nuove assunzioni a tempo indeterminato
  • Trasformazioni di contratti a termine in contratti a tempo indeterminato

Quando il Decreto Coesione (D.L. 60/2024) è stato pubblicato a maggio 2024, prevedeva una misura leggermente diversa: uno sgravio contributivo del 100% per le assunzioni a tempo indeterminato, con un importo massimo di 500 euro mensili per tutto il territorio nazionale e un valore maggiorato, inizialmente fissato a 666 euro mensili, per le regioni del Sud Italia (Zone Economiche Speciali – ZES).

Ne avevamo parlato in questo articolo (Decreto Primo Maggio).

Questa cifra di 666 euro era stata pensata per offrire un incentivo più forte nelle aree caratterizzate da alti tassi di disoccupazione giovanile, come Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Tuttavia, già nei mesi successivi alla pubblicazione del decreto, sono emerse criticità legate alla sostenibilità finanziaria e alla compatibilità comunitaria del beneficio.

La revisione dell’importo: da 666 a 650 euro

Con i primi chiarimenti ministeriali pubblicati a settembre 2024, l’importo massimo per le regioni ZES è stato ridotto da 666 euro a 650 euro mensili.

Questa modifica si era resa necessaria per essere compatibile con le normative UE sugli aiuti di Stato, poiché l’importo originario avrebbe potuto superare i limiti previsti dalle regole europee sugli aiuti de minimis e avrebbe richiesto un’autorizzazione più complessa da parte della Commissione Europea.

Questa revisione ha generato alcune difficoltà operative per le aziende che avevano pianificato assunzioni basandosi sull’importo originario. Tuttavia, il Ministero del Lavoro ha chiarito che la modifica non avrebbe avuto effetti retroattivi: tutte le assunzioni effettuate dal 1° settembre 2024 avrebbero comunque potuto beneficiare dello sgravio nella sua forma aggiornata.

Febbraio 2025: il decreto attuativo "fantasma"

A febbraio 2025, il percorso applicativo del bonus giovani under 35 ha subito una battuta d’arresto con la pubblicazione del decreto interministeriale del 27 febbraio.

Questo decreto da un lato, limitava l’accesso al beneficio alle sole assunzioni effettuate dal 31 gennaio 2025 in poi, dall’altro, rendeva obbligatoria la presentazione di una domanda preventiva all’INPS, da effettuare prima dell’assunzione o della trasformazione del contratto. (prassi inusuale)

Queste disposizioni hanno generato un paradosso normativo: le assunzioni già effettuate tra settembre 2024 e gennaio 2025, che secondo la legge originaria avrebbero dovuto beneficiare dello sgravio, si sono trovate improvvisamente escluse.

Questo cambiamento ha creato incertezza tra le imprese, che avevano pianificato le assunzioni basandosi sulla normativa iniziale, e ha sollevato dubbi sulla retroattività delle nuove regole.

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro (CNO) ha quindi denunciato una possibile violazione del principio di non retroattività sancito dall’art. 108 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), chiedendo un intervento correttivo per tutelare le aziende coinvolte.

Marzo 2025: la svolta interpretativa del Ministero del lavoro

Dopo molte criticità e incertezze, il decreto attuativo del 27 febbraio è stato ritirato, come comunicato dal Ministero del Lavoro il 10 marzo 2025

Infine il 26 marzo 2025, durante un’audizione parlamentare, il Sottosegretario Claudio Durigon ha annunciato una svolta importante:

“L’esonero under 35 non costituisce aiuto di Stato per assenza di selettività. Le aziende possono fruire del bonus nazionale retroattivamente dal 1° settembre 2024”.

Questa dichiarazione ha avuto effetti immediati sull’applicazione della misura, risolvendo una delle principali questioni che avevano rallentato la piena operatività del beneficio.

In particolare, il Ministero del Lavoro ha chiarito che l’incentivo:

  • Non è selettivo, poiché è accessibile a tutte le imprese private senza distinzioni settoriali o dimensionali. Questo significa che il bonus non favorisce specifiche categorie di aziende, ma è aperto a tutti i datori di lavoro che rispettano i requisiti previsti.
  • Non necessita di notifica alla Commissione Europea come aiuto di Stato, semplificando notevolmente l’iter applicativo e garantendo maggiore certezza giuridica per le imprese.

Tuttavia, resta un vincolo per quanto riguarda la maggiorazione prevista per le regioni del Sud Italia (Zone Economiche Speciali – ZES), dove l’importo dello sgravio sale a 650 euro mensili.

Per questa componente, è ancora necessaria l’autorizzazione della Commissione Europea, attesa entro giugno 2025. Fino a quel momento, le aziende situate nelle regioni meridionali potranno beneficiare solo dell’importo base di 500 euro mensili.

La misura si allinea perfettamente agli obiettivi dell’Unione Europea, in particolare con l’iniziativa Garanzia Giovani 2.0, che punta a migliorare l’occupabilità dei giovani e a promuovere contratti stabili in tutta Europa

Requisiti per le aziende

Questi cambiamenti semplificano notevolmente l’applicazione del bonus e offrono maggiore certezza alle aziende interessate ad assumere giovani lavoratori con contratti stabili.

Ora quindi il bonus giovani under 35 è accessibile a tutte le imprese private, dall’artigianato al commercio, dall’industria ai servizi. Fanno eccezione solo i datori di lavoro domestici (colf, badanti) e gli operatori finanziari, esclusi per evitare distorsioni competitive.

Per accedere al beneficio, però, le aziende devono rispettare le seguenti condizioni:

  1. Non aver effettuato licenziamenti per giusta causa nei sei mesi precedenti l’assunzione. (Sono escluse le sospensioni temporanee o gli esodi incentivati)
  2. Avere la regolarità contributiva INPS in corso, ovvero il DURC valido. Un controllo preliminare è essenziale: anche un piccolo debito contributivo potrebbe bloccare l’accesso allo sgravio;
  3. Dimostrare di aver aumentato la propria base occupazionale rispetto all’anno precedente.

Requisiti del giovane assunto

Vediamo ora quali caratteristiche deve avere il lavoratore.

Il soggetto deve avere meno di 35 anni al momento della firma del contratto e non deve avere mai avuto un tempo indeterminato nella propria carriera, nemmeno di un solo giorno.

Sono fatti salvi i pregressi contratti di apprendistato, tirocini formativi e le collaborazioni sportive, purché non trasformati in rapporti stabili.

Per dimostrare questi requisiti, si procede attraverso:

  • Dichiarazione sostitutiva di atto notorio del lavoratore;
  • Verifica tramite gli archivi INPS;
  • Consegna del Percorso Lavoratore (C2 storico) che ha sostituito il vecchio libretto di lavoro.

La procedura INPS

Attualmente, non risulta attiva una sezione telematica specifica sul sito INPS dedicata allo sgravio contributivo per l’assunzione di giovani under 35 previsto dal Decreto Coesione.

Ma in passato, per incentivi analoghi, i datori di lavoro accedevano all’agevolazione mediante le denunce retributive e contributive mensili relative ai dipendenti (flusso Uniemens), seguendo le istruzioni fornite dall’INPS. Perciò è ragionevole ipotizzare che anche per questo nuovo incentivo verrà adottata una procedura simile a quella dello “sgravio under 36” del 2021-2022, ma attendiamo disposizioni ufficiali.

Esempio di come il bonus può fare la differenza

Immaginiamo il caso di un’azienda con due sedi operative: una a Modena e l’altra a Palermo. Grazie al bonus giovani under 35, questa impresa potrebbe ottenere un risparmio significativo sui costi contributivi per le nuove assunzioni. Per la sede situata in Emilia-Romagna, l’incentivo previsto è di 500 euro al mese per 24 mesi, con un risparmio complessivo di 12.000 euro per ogni lavoratore assunto a tempo indeterminato.

La situazione diventa ancora più vantaggiosa per la sede in una delle regioni del Sud Italia considerate Zone Economiche Speciali (ZES). Qui, l’importo mensile del bonus sale a 650 euro, ma sarà pienamente operativo solo dopo l’autorizzazione dell’Unione Europea, prevista entro giugno 2025. Questo significa che, per le assunzioni effettuate nella sede siciliana, l’azienda potrebbe risparmiare fino a 15.600 euro per ogni lavoratore assunto con contratto stabile.

Questo esempio dimostra come il bonus possa essere utilizzato in modo strategico da aziende con sedi in diverse aree del Paese, ottimizzando i benefici economici.

Confronti internazionali

Il modello italiano del bonus giovani under 35 presenta alcune similitudini con misure adottate in altri Paesi europei, ma anche caratteristiche uniche che lo rendono particolarmente interessante.

In Francia, esiste il programma chiamato “Contratto di Inclusione Giovani”, che prevede sgravi contributivi per le imprese, per favorire l’integrazione dei giovani nel mondo del lavoro, accompagnati da percorsi di formazione e tutoraggio.

In Germania, invece, troviamo l’“Ausbildungsbonus”, un incentivo che premia le aziende che assumono apprendisti o giovani lavoratori formati attraverso percorsi professionali specifici, e mira a rafforzare il legame tra istruzione e lavoro.

Ciò che distingue lo sgravio italiano è la sua durata (24 mesi) e la modulazione territoriale dell’incentivo, con una maggiorazione per le assunzioni nelle regioni della ZES, aspetto non sempre presente in altri ordinamenti europei.

Cosa può fare il nostro Studio per Voi

In un contesto normativo ancora complesso, il ruolo del Consulente del Lavoro diventa fondamentale per aiutare le aziende.

Il nostro Studio è in grado di offrirvi un supporto personalizzato, aiutandovi a sfruttare al meglio questa opportunità. Ecco come possiamo intervenire:

Analisi di congruità Prima di tutto, andremo a verificare la possibilità di accedere al beneficio anche per le assunzioni già effettuate tra settembre 2024 e gennaio 2025. Dopodiché controlleremo che vengano rispettato tutti i requisiti e che non vi siano rischi di esclusione. Infine verificheremo la possibilità di usufruire dei vantaggi contributivi anche nel caso di trasformazioni da contratti a termine a rapporti a tempo indeterminato.

Adempimenti INPS Vi andremo a predisporre i documenti necessari per la richiesta del bonus e terremo monitorato costantemente la piattaforma INPS, garantendo che le domande vengano presentate nei tempi previsti e con tutte le informazioni richieste. Questo approccio previene esclusioni dovute a ritardi o errori formali.

Pianificazione delle assunzioni Possiamo supportare le aziende nella pianificazione delle assunzioni, ed aiutare le aziende con sedi in diverse regioni a differenziare le strategie tra Nord e Sud Italia, sfruttando al meglio la maggiorazione prevista per le regioni ZES (650 euro mensili). Realizziamo simulazioni sui costi-benefici legati all’incentivo, considerando anche eventuali cumuli con altri sgravi disponibili sul territorio nazionale.

Contenzioso preventivo Nel caso di contestazioni o revoche sanzionatorie legate al bonus, il nostro può assistere la Vostra impresa nell’analisi delle motivazioni che hanno portato alla revoca e nella predisposizione della documentazione necessaria per risolvere eventuali controversie. Questo include errori formali o presunti mancati requisiti contributivi

La maggiorazione a 650€ per le ZES compensa i maggiori tassi di disoccupazione giovanile, ma è ancora in attesa di autorizzazione UE entro giugno 2025.

Per accedere allo sgravio l’azienda deve essere in regola con il DURC, ovvero essere valido, senza debiti verso INPS e Inail, anche minimi. Tale requisito va verificato prima dell’assunzione.

Il lavoratore deve fornire una dichiarazione sostitutiva e il certificato storico C2 (ex libretto di lavoro).

Inoltre il Consulente del lavoro può fare verifiche incrociate sul sito Inps.

L’esonero contributivo per le assunzioni a tempo indeterminato under 35 non si applica ai rapporti di apprendistato in corso, ma è riconosciuto nel caso di precedenti contratti di apprendistato che non siano stati proseguiti come rapporti di lavoro subordinati a tempo indeterminato.

Per ulteriori informazioni sullo sgravio 2025 per assunzioni a tempo indeterminato under 35 o se cerchi un Consulente del Lavoro contatta lo Studio Borsi e compila il form sottostante.