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Decreto Primo Maggio 2024 e Festa dei lavoratori

L'immagine raffigura la festa dei lavoratori e il decreto primo maggio
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Decretato il 1° maggio, la Festa dei Lavoratori, celebrata il 1° maggio in molti Paesi del mondo, affonda le sue radici nelle lotte operaie di fine Ottocento per rivendicare la giornata lavorativa di 8 ore, invece delle 12-16 ore allora comuni.

L’episodio chiave che ha ispirato la scelta di questa data simbolica avvenne a Chicago il 1° maggio 1886 quando venne indetto uno sciopero generale in tutti gli Stati Uniti. La protesta durò tre giorni e il 4 maggio culminò nel tragico “massacro di Haymarket”, quando uno sconosciuto lanciò una bomba su un gruppo di poliziotti uccidendone sette, insieme a quattro civili. 

Tre anni dopo, nel 1889, alcuni partiti proclamarono una grande manifestazione per ridurre la giornata lavorativa a 8 ore. 

Riunitisi a Parigi, scelsero il 1° maggio come data per celebrare la “Festa Internazionale dei Lavoratori”, in memoria degli eventi di Chicago e delle lotte operaie per condizioni di lavoro più umane. 

L’iniziativa divenne così il simbolo delle rivendicazioni dei lavoratori di tutto il mondo. Nonostante la repressione di molti governi, la prima celebrazione internazionale del 1° maggio 1890 registrò un’altissima adesione. 

I Paesi che celebrano il 1° maggio

Oggi il 1° maggio è festa nazionale in molti Paesi, come Italia, Russia, Turchia, Cuba, Messico, Brasile, Cina e la maggior parte degli Stati europei.

Fanno eccezione gli USA, dove il “Labor Day” cade il primo lunedì di settembre, e alcuni altri come Australia, Canada e Nuova Zelanda che lo celebrano in date diverse. 

In Italia la Festa dei Lavoratori in epoca fascista, tra il 1924 e il 1944 venne anticipata al 21 aprile in coincidenza con il “Natale di Roma”, fu poi ripristinata la data del 1° maggio dopo la Seconda Guerra Mondiale nel 1945, quando divenne festa nazionale. 

Oggi il 1° maggio rappresenta soprattutto una giornata di celebrazione dei diritti conquistati dai lavoratori di ogni settore, professione e categoria, e di rivendicazione per il miglioramento delle condizioni lavorative presenti e future

Il trattamento economico della Festività

Il trattamento economico dipende dal giorno della settimana in cui cade:

  • Se il 1° maggio cade in un giorno lavorativo (dal lunedì al venerdì), è considerata una “festività goduta”. In questo caso la retribuzione della giornata è compresa nella retribuzione globale mensile.
  • Se il 1° maggio cade di domenica, è una “festività non goduta” in quanto il lavoratore non può fruirne essendo già un giorno festivo. In questo caso, al lavoratore spetta un’ulteriore giornata di retribuzione oltre alla normale paga mensile. (una giornata in più, un ventiseiesimo)
  • Se il 1° maggio cade di sabato è considerata una festività inclusa nella retribuzione per i mensilizzati; mentre corrisponde ad 8 ore per gli operai pagati a ore.

Inoltre, se un lavoratore presta servizio durante il 1° maggio, la retribuzione per quella giornata viene maggiorata secondo quanto previsto dal rispettivo contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL).

Il primo maggio 2024

Come lo scorso anno, anche l’odierna festa dei lavoratori viene simbolicamente scelta per il varo di un Decreto in materia di lavoro.

Tale decreto non si può però considerare come una novità, ma più che altro va ad attuare ciò che già era stato stabilito nella riforma fiscale di fine 2023.

Nella giornata di lunedì 29 aprile il Governo si era confrontato con i sindacati sui temi di nuovi sgravi per le assunzioni e bonus di 100 euro a gennaio 2025 per dipendenti con figli. 

Dopo tale incontro sembra essere stato raggiunto un accordo sulla tassazione sui premi di produttività e nella giornata del 30 aprile è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il tanto atteso Decreto Primo Maggio, che introduce una serie di misure volte a incentivare l’occupazione e favorire le nuove assunzioni da parte delle aziende.

Superbonus Lavoro: Deduzioni al 120% e 130%

Tra le novità più rilevanti per i datori di lavoro, spiccano il Superbonus Lavoro e gli sgravi contributivi per le assunzioni al Sud e di determinate categorie di lavoratori svantaggiati, come donne e disoccupati.

Una delle misure cardine del decreto è il cosiddetto “Superbonus Lavoro”, che prevede una maggiorazione della deducibilità dei costi relativi al personale dipendente a tempo indeterminato. Nello specifico:

  • Le aziende potranno dedurre dal reddito imponibile il 120% dei costi sostenuti per le nuove assunzioni a tempo indeterminato.
  • Per specifiche categorie di lavoratori, come giovani, donne e residenti nelle regioni del Mezzogiorno, la deducibilità sarà ulteriormente incrementata al 130%.

Questa misura rappresenta un incentivo significativo per le imprese a investire nella forza lavoro, favorendo la creazione di nuovi posti di lavoro stabili.

E’ stata quindi confermata la decontribuzione come già previsto dalla delega fiscale, ma la misura non risulta ancora operativa.

Si attende un decreto interministeriale applicativo, a cura dei ministeri dell’Economia e del Lavoro, che avrà “effetto retroattivo sui contratti dal primo gennaio 2024″.

Sgravi Contributivi al Sud e per Categorie Svantaggiate

Oltre al Superbonus Lavoro, il decreto introduce una serie di bonus e sgravi contributivi per incentivare l’assunzione di determinate categorie di lavoratori:

  • Giovani sotto i 35 anni: Sgravio contributivo totale fino a 500 euro mensili per 24 mesi, estendibile a 666 euro nelle regioni meridionali, per l’assunzione di giovani che non abbiano mai avuto contratti a tempo indeterminato.
  • Lavoratrici svantaggiate: Esonero totale fino a 666 euro mensili per 24 mesi per l’assunzione di donne disoccupate da almeno 24 mesi (o 6 mesi per le residenti nel Mezzogiorno).
  • Zona Economica Speciale del Mezzogiorno (ZES): Esonero totale fino a 666 euro mensili per 30 mesi per tutte le assunzioni (esclusi dirigenti e lavoratori domestici) nelle regioni del Mezzogiorno.
  • Lavoratori di grandi aziende in crisi: Esonero totale dai contributi previdenziali per 30 mesi, accompagnato da progetti formativi di almeno 200 ore, per l’assunzione di dipendenti di aziende con oltre 1.000 lavoratori.

Questi incentivi mirano a favorire l’occupazione di categorie svantaggiate e a rilanciare l’economia, specialmente nelle regioni del Sud Italia.

È importante sottolineare che le aziende interessate a beneficiare di questi bonus dovranno rispettare i requisiti e le procedure previste dal decreto, che saranno dettagliate nelle prossime settimane. 

Inoltre per le assunzioni di giovani under 35 occorrerà attendere il vaglio della Commissione Ue.

Nuova una tantum di 100 euro

Il Decreto Primo Maggio 2024 comprende altre misure volte a sostenere l’occupazione e il reddito dei lavoratori, come un bonus una tantum di 100 euro per i lavoratori dipendenti con reddito fino a 28.000 euro e almeno un figlio a carico.

La stampa lo aveva soprannominato “bonus tredicesima”, ma non c’erano le coperture per pagarlo nel 2024, pertanto arriverà nel gennaio 2025 ed è già stato ribattezzato “bonus Befana”.

Si tratta di una misura una tantum che varrà fino a 100 euro in busta paga per una determinata categoria di lavoratori dipendenti: coloro i quali avranno un reddito complessivo nel 2024 non superiore a 28.000 euro e che abbiano coniuge e almeno un figlio a carico, oppure per le famiglie monogenitoriali con un unico figlio a carico.

Altre misure per l’autoimpiego

Accanto alle misure per sostenere il lavoro dipendente, il Decreto Primo Maggio 2024 introduce anche degli incentivi all’autoimpiego nei settori strategici per lo sviluppo di nuove tecnologie e la transizione digitale ed ecologica.

Sono inoltre previste specifiche disposizioni per favorire l’avvio di nuove attività autonome distinte per il Centro-Nord e il Mezzogiorno. 

Per il Centro-Nord è previsto tra l’altro un voucher fino a 30mila euro per l’acquisto di beni necessari all’avvio di una nuova attività, al Sud il voucher arriva a 40mila euro.

Tale previsione sostiene l’avvio di attività imprenditoriali e libere professioni nelle Regioni dell’Italia centrale e del settentrione, ma anche il cosiddetto “Resto al Sud 2.0” destinato a:

  • giovani di età inferiore ai 35 anni;
  • disoccupati da almeno 12 mesi;
  • persone in condizioni di marginalità, vulnerabilità sociale e discriminazione, come definiti dal Piano nazionale giovani, donne e lavoro;
  • inattivi, come definiti dal Piano nazionale giovani, donne e lavoro;
  • donne inoccupate, inattive e disoccupate;
  • disoccupati beneficiari di ammortizzatori sociali destinatari delle misure del programma GOL.

In sintesi, il Decreto Primo Maggio 2024 rappresenta un importante pacchetto di misure che offre significative opportunità per i datori di lavoro intenzionati ad ampliare il proprio organico, soprattutto nelle regioni meridionali e per l’assunzione di categorie svantaggiate. 

Le imprese sono chiamate a valutare attentamente questi incentivi e a pianificare le proprie strategie di reclutamento per beneficiare al massimo delle agevolazioni previste.

Non vi è una risposta unica, vi sono più di 1000 CCNL in Italia, per cui bisogna verificare quale Contratto collettivo viene applicato in azienda. 

Per fare degli esempi, nel Commercio la giornata festiva lavorata comporta una retribuzione maggiorata del 30%. Nel contratto dei metalmeccanici, invece del 50%.

Giovani sotto i 35 anni che non abbiano mai avuto contratti a tempo indeterminato, Donne disoccupate da almeno 24 mesi (o 6 mesi se residenti nel Mezzogiorno), Donne di qualsiasi età con almeno due figli minori di 18 anni, Ex percettori del Reddito di Cittadinanza, Persone con disabilità, Lavoratori residenti nelle Zone Economiche Speciali (ZES) del Mezzogiorno, Disoccupati ultra cinquantenni, Giovani NEET (che non studiano né lavorano) tra 18 e 24 anni, Lavoratori molto svantaggiati ai sensi dell’art. 2 del Regolamento UE 651/2014 e persone svantaggiate ai sensi della Legge 381/1991.

Il cosiddetto bonus tredicesima, il provvedimento più atteso, ha cambiato alcuni connotati, in particolare slitterà nella busta paga di gennaio 2025.

Consisterà in un incentivo una tantum di 100 euro e destinato a lavoratrici e lavoratori con reddito da lavoro dipendente non superiore a 28.000 euro; coniuge e/o almeno un figlio a carico purché beneficiario delle detrazioni per figli a carico.

Per ulteriori informazioni sul tema del Decreto Primo Maggio 2024 e sulla Festa dei lavoratori o se cerchi un Consulente del Lavoro contatta lo Studio Borsi e compila il form sottostante.