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Cosa è la NASpI e a chi spetta? 

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Cosa è la NASpI e a chi spetta?

La NASpI, acronimo di Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, è un’indennità di disoccupazione introdotta in Italia con il decreto legislativo n. 22 del 4 marzo 2015, attuativo della legge delega 183/2014, nota come Jobs Act.

Questa prestazione ha sostituito le precedenti indennità di disoccupazione ASpI (Assicurazione Sociale per l’Impiego) e mini-ASpI, introdotte dalla riforma Fornero nel 2012.

Origini e Evoluzione della NASpI

L’assicurazione sociale per l’impiego in Italia ha radici che risalgono alla fine dell’Ottocento, con la nascita di casse mutue operaie a carattere volontario che costituivano le prime forme di protezione sociale. 

Inizialmente tali casse focalizzate principalmente su categorie specifiche di lavoratori, come gli operai industriali, offrivano tutele limitate e non sistematiche, quali sussidi ai lavoratori in caso di perdita del lavoro, principalmente per malattia o infortunio.

Successivamente nel 1927, con la legge fascista sulle assicurazioni sociali venne istituita la Cassa Nazionale di Disoccupazione Involontaria (CNDI), finanziata dai contributi di lavoratori e datori di lavoro. Tuttavia, l’accesso all’indennità era subordinato a rigidi requisiti e il sistema era caratterizzato da una frammentazione tra diverse casse settoriali.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’Italia, come molti paesi europei, espande significativamente il proprio stato sociale.

Nel dopoguerra, con la ricostruzione e il boom economico, cresce la necessità di sistemi di protezione sociale più strutturati e universali, poiché negli anni Cinquanta i disoccupati si contavano ancora a milioni.

Dalla Riforma Fornero al Jobs Act

Prima del 2013 esistevano due differenti indennità di disoccupazione:

  • l’indennità di disoccupazione ordinaria (sostituita poi dalla cd. Aspi)
  • l’indennità di disoccupazione a requisiti ridotti (sostituita poi dalla MiniAspi).

La riforma del mercato del lavoro del 2012, nota come riforma Fornero (Legge 28 giugno 2012, n. 92), ha introdotto l’ASpI e la mini-ASpI, che hanno rappresentato un primo tentativo di semplificare il sistema di sostegno al reddito per i disoccupati.

L’ASpI era destinata a fornire un sostegno economico ai lavoratori disoccupati con una sufficiente storia contributiva, mentre la Mini-ASpI copriva coloro che avevano contributi più limitati. 

Queste misure, tuttavia, sono state criticate per la loro complessità e per non essere sufficientemente inclusive e sono state sostituite dalla Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI) dal Jobs Act del 2015, con l’obiettivo di razionalizzare l’assistenza ai disoccupati e ampliare la platea dei beneficiari.

La NASpI è un’indennità mensile che viene erogata a chi perde involontariamente il lavoro e ha una storia contributiva adeguata. Tale istituto è stato progettato per fornire un sostegno economico a tutti i lavoratori subordinati, inclusi apprendisti e lavoratori a tempo determinato.

Requisiti per l'Accesso alla NASpI e modalità di calcolo

Per accedere alla NASpI, i lavoratori devono:

  • Avere almeno 13 settimane di contributi versati negli ultimi 4 anni.
  • Avere perso il lavoro involontariamente

La NASpI decorre dall’8° giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro e viene erogata per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive degli ultimi 4 anni, con un massimo di 24 mesi.

Inoltre, la domanda deve essere presentata al massimo entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

I potenziali beneficiari devono presentare domanda all’INPS esclusivamente in via telematica in modo autonomo o assistiti da un Patronato, accedendo al sito internet dell’INPS attraverso:

  • SPID di livello 2 o superiore;
  • Carta di identità elettronica 3.0 (CIE);
  • Carta nazionale dei servizi (CNS).

L’importo della NASpI viene calcolato in base alle retribuzioni imponibili degli ultimi quattro anni e può essere erogato per un periodo massimo di 24 mesi. 

L’importo dell’indennità è pari al 75% della retribuzione media mensile imponibile, con un decremento del 3% a partire dal 6° mese di fruizione.

L’indennità corrisponde al 75% della retribuzione media. Se superiore, si applica una formula che considera il 75% di un importo di riferimento, più il 25% della differenza tra la retribuzione media e l’importo di riferimento.

In ogni caso, l’indennità mensile non potrà eccedere un massimale stabilito di anno in anno dall’Inps.

Per il 2024 l’INPS ha aggiornato gli importi massimi dell’indennità di disoccupazione e la NASpI non può superare la somma di 1.550,42 euro. (Nel 2022 1.360,77 euro, nel 2023 1.470,99 euro).

Attenzione: l’importo che si riceve dall’Inps è tassato, è già netto, cioè il beneficario non dovrà pagare l’IRPEF autonomamente perché verrà già trattenuta dall’INPS. 

(Si veda qui come funziona la tassazione Irpef).

Decremento o décalage della NASpI

Il meccanismo di riduzione detto anche “décalage” rappresenta un elemento chiave nella gestione dell’indennità di disoccupazione in Italia, con impatti significativi sia per i singoli beneficiari sia per il sistema di welfare nel suo complesso.

Tale meccanismo comporta in sostanza un taglio della somma mensile percepita dal disoccupato dall’INPS. 

La previsione del décalage è stata ideata per incentivare la ricerca attiva di lavoro da parte dei beneficiari e per gestire in modo sostenibile le risorse destinate al sostegno della disoccupazione. 

Tuttavia, è fondamentale che i beneficiari siano consapevoli di come questo meccanismo influenzi l’importo dell’indennità nel tempo, per poter pianificare adeguatamente le proprie finanze durante il periodo di disoccupazione

Fino al 31 dicembre 2021 il decremento iniziava a decorrere dal 91° giorno della prestazione. 

Le regole sono cambiate dal primo gennaio 2022 con la Legge 234 del 30 dicembre 2021.

Per la generalità dei beneficiari NASpI, la prestazione si riduce del 3% al mese a decorrere dal primo giorno del sesto mese di fruizione, quindi dal 151° giorno di indennità.

Tale riduzione decorre dal primo giorno dell’ 8° mese di fruizione per coloro che abbiano compiuto il 55° anno di età alla data di presentazione della domanda, quindi dal 211° giorno di indennità per agevolare le persone più vicine all’età pensionabile, che fanno più fatica a trovare un nuovo impiego.

Il décalage si applica automaticamente e non richiede alcuna azione da parte del beneficiario. È importante notare che la riduzione del 3% si calcola su base mensile e si applica sull’importo percepito il mese precedente, non sull’importo originale dell’indennità.

Esempio pratico di décalage

Per illustrare meglio il funzionamento del décalage, consideriamo un esempio pratico:

Supponiamo che un beneficiario inizi a ricevere la NASpI a gennaio 2024 e che l’importo mensile iniziale dell’indennità sia di 1.000 euro. 

Supponiamo anche che il disoccupato abbia un’età inferiore ai 55 anni, per cui il décalage inizia a partire dal primo giorno del 6° mese di fruizione, ovvero a giugno 2024.

  • Nei mesi da gennaio a maggio 2024 il beneficiario riceve 1.000 euro al mese, senza alcuna riduzione.
  • Giugno 2024 inizia il décalage. L’importo di giugno sarà ridotto del 3% rispetto a maggio. Quindi, il beneficiario riceverà 970 euro (1.000 euro – 3% di 1.000 euro).
  • Luglio 2024 la riduzione del 3% si applica sull’importo percepito il mese precedente (970 euro). Quindi, il beneficiario riceverà 940,90 euro (970 euro – 3% di 970 euro).
  • Agosto 2024, analogamente prosegue la riduzione, arrivando ad un importo di 912,67 euro (940,90 euro – 3% di 940,90 euro).

E così via, con l’importo che continua a ridursi del 3% ogni mese basandosi sull’importo percepito il mese precedente, fino alla conclusione del periodo di fruizione della NASpI.

Naspi e incentivo all’autoimprenditorialità

È poi possibile ricevere tutto l’importo della NASpI in un’unica soluzione in caso di:

  • Apertura di Partita IVA;
  • Avvio di un’impresa individuale;
  • Sottoscrizione di quote di una cooperativa;
  • Sviluppo a tempo pieno di un’attività autonoma.

La richiesta della NASpI anticipata per l’autoimprenditorialità è da inoltrare entro un massimo di 30 giorni dall’effettiva apertura dell’attività autonoma, pena il rigetto della domanda.

Ma, in caso di ottenimento della NASpI anticipata, non sarà possibile instaurare un nuovo lavoro dipendente prima che finisca il periodo in cui sarebbe stata erogata mensilmente, pena la restituzione di tutti i soldi che sono stati anticipati al percettore.

Limiti di cumulabilità della NASpI

La NASpI può essere cumulata con altri redditi da lavoro dipendente, parasubordinato e autonomo, ma con specifiche limitazioni e obblighi di comunicazione all’INPS.

I beneficiari della NASpI che svolgono attività lavorativa sono tenuti a comunicare all’INPS il reddito annuo presunto. 

Questa comunicazione è essenziale per permettere all’INPS di adeguare l’importo della prestazione in base al reddito lavorativo del beneficiario. 

La mancata comunicazione può portare alla decadenza del diritto alla prestazione.

La normativa infatti stabilisce i limiti di reddito e le modalità di comunicazione necessarie per mantenere il diritto alla prestazione, vediamo quindi nel dettaglio i casi specifici previsti per il cumulo:

  • Lavoro subordinato: il limite per i redditi da lavoro l’innalzamento della no tax area ha portato a un aumento dei limiti di reddito compatibili con la NASpI a 8.500 euro.
  • Lavoro Occasionale: Per le prestazioni di lavoro occasionale, se il compenso annuo non supera i 3.000 euro, la NASpI è interamente cumulabile e non è necessaria la comunicazione all’INPS.
  • Lavoro Autonomo e Parasubordinato: Per i lavoratori autonomi e parasubordinati, il limite di reddito consentito per il cumulo con la NASpI è di 4.800 euro. È necessario comunicare all’INPS il reddito annuo presunto entro un mese dall’inizio dell’attività.
  • Lavoro Agricolo Occasionale: Per il lavoro agricolo occasionale, i compensi derivanti da queste prestazioni sono interamente cumulabili con la NASpI e non richiedono comunicazione all’INPS, purché non superino 45 giornate di prestazione per anno civile.

Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID)

La Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID) è un documento che i cittadini devono rilasciare per acquisire lo stato di disoccupazione e accedere a determinati servizi e sostegni, come l’indennità di disoccupazione NASpI. 

Con la DID, il cittadino dichiara di essere immediatamente disponibile a svolgere un’attività lavorativa e di partecipare alle misure di politica attiva del lavoro. 

La DID può essere rilasciata:

  • Online, tramite il portale MyANPAL o altri portali regionali;
  • Presso i Centri per l’Impiego. 

Dopo aver rilasciato la DID, il cittadino deve sottoscrivere un Patto di Servizio Personalizzato (PSP) presso il Centro per l’Impiego entro 15 giorni dalla dichiarazione se è richiedente o percettore NASpI. La mancata sottoscrizione del PSP o la non partecipazione alle attività concordate può portare a sanzioni, inclusa la perdita dello stato di disoccupazione. 

I beneficiari della NASpI devono, pensa della decadenza dell’indennità:

  • Comunicare all’INPS eventuali variazioni del proprio stato lavorativo o reddito presunto.
  • Partecipare alle iniziative di orientamento e formazione proposte dai Centri per l’Impiego.
  • Per il 2024, se la retribuzione mensile è pari o inferiore a 1.425,21 euro l’importo della NASpI sarà pari al 75% della retribuzione
  • se la retribuzione mensile è superiore a 1.425,21 euro l’importo della NASpI è pari al 75% di 1.425,51 + 25% della differenza tra la retribuzione mensile e 1.425,21 euro
  • in ogni caso l’indennità mensile di NASpI non può superare la soglia massima di 1.550,42 euro

L’indennità viene accreditata dall’Inps sul conto corrente del beneficiario (bancario o postale), oppure può essere erogata mediante bonifico, ritirando la somma presso un ufficio postale del comune di residenza o domicilio.

In linea di massima no, un rapporto di lavoro fa decadere la disoccupazione, ma esistono alcune eccezioni come se il reddito da lavoro dipendente è inferiore a 8500 euro annui di durata inferiore a 6 mesi. 

Occorre in ogni caso informare l’Inps entro 30 giorni dall’inizio dell’attività lavorativa, per consentire all’istituto di delibera se esistono i requisiti per continuare ad erogare l’indennità con importo parziale.

Si, è condizione per il rilascio della NASpI. Patto di Servizio Personalizzato va richiesto presso i centri per l’impiego entro i 15 giorni successivi alla presentazione della domanda di NASpI all’Inps. 

Con tale patto si redigono le competenze e si definiscono le attività finalizzate alla ricerca del lavoro, alla formazione o alla riqualificazione professionale.

La durata della NASPI è pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni, per cui se vi sono solo 12 mesi di contribuzione versata, l’indennità sarà erogata per massimo 6 mesi.

Si, se vuoi ottenere l’anticipazione dell’indennità mensile di disoccupazione per l’autoimprenditorialità devi presentare una domanda di anticipazione via telematica all’INPS, entro massimo 30 giorni dall’avvio dell’attività professionale autonoma.

Per ulteriori informazioni sul tema di cosa è la NASpi e a chi spetta, o se cerchi un Consulente del Lavoro contatta lo Studio Borsi e compila il form sottostante.