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Irpef 2024, come cambiano le buste paga?

Nella foto viene raffigurata la calcolatrice che crea una connessione con l'articolo dell'Irpef 2024
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Irpef 2024, Come cambiano le buste Paga?

Iniziando il 2024, i lavoratori italiani si sono trovati di fronte a importanti cambiamenti nel calcolo dell’IRPEF, l’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche, che promettono di modificare la composizione delle buste paga (ma non così sostanzialmente, vediamo nel proseguio dell’articolo).

Queste modifiche, frutto della riforma fiscale del Governo, mirano ad ottimizzare il sistema di tassazione, influenzando direttamente il reddito disponibile dei contribuenti.

In questo contesto, è fondamentale comprendere in che modo l’aggiornamento delle aliquote e delle detrazioni fiscali inciderà sulle entrate mensili dei lavoratori.

Attraverso questa guida dettagliata, esploreremo gli aspetti chiave della revisione dell’IRPEF per il 2024, fornendo analisi approfondite su come la nuova normativa influenzerà le buste paga, offrendo così ai lavoratori e alle aziende le informazioni necessarie per comprendere meglio le modifiche fiscali.

Cosa è l'Irpef e come cambiano le buste paga nel 2024?

Con il D. Lgs del 30/12/2023 il Governo italiano ha modificato gli scaglioni Irpef e le detrazioni da lavoro dipendente.

Tale riforma del sistema fiscale ha l’obiettivo di semplificare e rendere più equo il prelievo Irpef sui redditi dei lavoratori.

Questa riforma, entrata in vigore a partire dal 1° gennaio 2024, ha portato a cambiamenti sostanziali nella composizione della busta paga dei lavoratori subordinati. 

La rimodulazione delle aliquote e delle detrazioni mira soprattutto a dare maggior potere di acquisto alle fasce di reddito più basse.

L’Irpef è un’imposta progressiva, in quanto colpisce il reddito con aliquote che dipendono dagli scaglioni di reddito, ed è di carattere personale, essendo dovuta, per i soggetti residenti sul territorio dello Stato, per tutti i redditi posseduti, anche se prodotti all’estero.

Un’imposta viene definita progressiva quando l’aliquota media aumenta all’aumentare della base imponibile ossia quando l’aliquota marginale è maggiore dell’aliquota media.

Il reddito imponibile fiscalmente viene suddiviso in più scaglioni, ad ognuno dei quali si applica un’aliquota d’imposta via via crescente.

In numerosi Paesi dell’Unione Europea, il sistema fiscale si basa sul principio di progressività, il quale implica che le aliquote fiscali aumentino all’aumentare del reddito. Tale principio trova espressione anche nella legislazione italiana, sancito dall‘articolo 53 della Costituzione.

L’articolo 53 della Costituzione italiana stabilisce chiaramente che il sistema tributario deve essere informato a criteri di progressività, sottolineando così l’importanza di una tassazione equa e proporzionata al reddito del contribuente.

Vi è poi una no tax area, istituita con la Legge 289/2002, ovvero un valore di reddito al di sotto del quale la persona è esente da imposizione fiscale.

E’ il risultato dell’applicazione di detrazioni per lavoro dipendente o pensione o da lavoro autonomo, che sono decrescenti al crescere del reddito.

La parte di reddito non soggetta a tassazione è inversamente proporzionale al reddito percepito fino ad annullarsi dopo un certo valore.

Per il 2024, la no-tax area è a 8.500 euro.

Come sono cambiati gli scaglioni Irpef nelle buste paga nel 2024?

L’Irpef dal 2007 al 2021 è stata caratterizzata da cinque scaglioni di reddito, ciascuno con aliquote marginali dal 23% al 43%.

Scaglioni di reddito (€)

Aliquota

Imposta dovuta

fino a 15.000

23%

23%, 0% se il reddito è inferiore alla no tax area

da 15.000,01 a 28.000

27%

3.450 € + 27% sulla parte eccedente i 15.000 €

da 28.000,01 a 55.000

38%

6.960 € + 38% sulla parte eccedente i 28.000 €

da 55.000,01 a 75.000

41%

17.220 € + 41% sulla parte eccedente i 55.000 €

oltre 75.000

43%

25.420 € + 43% sulla parte eccedente i 75.000 €

Già nel 2022 vi era stata una modifica degli scaglioni che aveva portato il sistema da cinque a quattro aliquote.

Scaglioni di reddito (€)

Aliquota

Imposta dovuta

fino a 15.000

23%

23%, 0% se il reddito è inferiore alla no tax area 

da 15.000,01 a 28.000

25%

3.450 € + 25% sulla parte eccedente i 15.000 €

da 28.000,01 a 50.000

35%

6.700 € + 35% sulla parte eccedente i 28.000 €

oltre 50.000

43%

14.400 € + 43% sulla parte eccedente i 50.000 €

Dal 2024

Scaglioni di reddito (€)

Aliquota

Imposta dovuta

fino a 28.000

23%

23%, 0% se il reddito è inferiore alla no tax area

da 28.000,01 a 50.000

35%

6.440 € + 35% sulla parte eccedente i 28.000 €

oltre 50.000

43%

14.140 € + 43% sulla parte eccedente i 50.000 €

Questo significa che per i redditi fino a 28.000 euro l’anno, l’aliquota Irpef è rimasta invariata, mentre per i redditi superiori a tale soglia è stata introdotta un’aliquota più elevata del 35%.

Irpef 2024, come cambiano le buste paga? Esempio pratico

Vediamo un esempio numerico per un lavoratore dipendente con un imponibile fiscale di 26.000 euro (già al netto dei contributi Inps).

Nel 2023, con il vecchio sistema, la sua busta paga sarebbe stata così composta:

  • Imponibile fiscale: 26.000 euro
  • Irpef (aliquota media 23,80%): 6.200 euro
  • Netto annuo: 19.800 euro

Nel 2024, con la nuova riforma, la sua busta paga risulta invece:

  • Imponibile fiscale: 26.000 euro
  • Irpef (aliquota 23%): 5.980 euro
  • Netto annuo: 20.020 euro

Come si può notare, grazie alla riduzione dell’aliquota Irpef, il lavoratore con un imponibile fiscale di 26.000 euro ha visto un aumento del suo netto di circa 220 euro in un anno.

Nota bene

Il combinato della decontribuzione (Inps) e della riduzione delle aliquote (Irpef) avvantaggia sicuramente i contribuenti meno abbienti. Infatti per redditi annui inferiori a 50.000 euro, vi è un risparmio, ma per i redditi annui superiori a 50.000 euro si verifica una perdita.

La Riforma fiscale ha infatti introdotto anche una nuova franchigia di 260 euro per le detrazioni fiscali dei contribuenti con reddito complessivo superiore a 50.000 euro. Questo significa che questi contribuenti potranno detrarre dall’imposta lorda solo la parte eccedente tale franchigia. Per maggiori dettagli, occorre fare riferimento alla circolare 2/2024 del 6 febbraio dell’Agenzia delle Entrate.

Precisazioni finali

Si precisa che al momento l’efficacia di tale riforma è limitata al periodo d’imposta 2024.

Attendiamo nuove misure a fine anno per sapere se dal 2025 rientrerà in vigore la vecchia struttura dell’imposta con quattro aliquote e una no tax area diversa da quella in vigore nel 2024.

Coloro che rientrano nella no tax area, quest’anno sotto gli 8500 euro di imponibile fiscale.

Il datore di lavoro è un sostituto d’imposta, per cui effettua una trattenuta a titolo di acconto delle imposte dovute dal dipendente.

Entro il giorno 16 del mese successivo a quello del pagamento delle buste paga, i datori di lavoro versano l’Irpef con modello F24 con codice 1001, nella sezione Erario.

Essenzialmente con queste modifiche nel 2024 vi sarà un beneficio per coloro che hanno imponibili fiscali compresi tra 15.001 e 28.000 euro.

Si, l’Inps ha comunicato che applicherà la nuova disciplina sulle pensioni e sulle prestazioni di accompagnamento a partire dal pagamento dei ratei relativi alla mensilità di marzo 2024, sui quali saranno conguagliate anche le differenze relative ai mesi di gennaio e febbraio 2024

Per ulteriori informazioni sul tema dell’Irpef 2024 e per sapere come cambiano le buste paga o se cerchi un Consulente del Lavoro contatta lo Studio Borsi e compila il form sottostante.