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Apprendistato: Cosa è e come funziona

L'immagine raffigura cosa è e come funziona il contratto di apprendistato
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L’apprendistato è un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e all’occupazione giovanile.

Questo strumento rappresenta un’importante opportunità sia per i giovani che per i datori di lavoro, permettendo ai primi di acquisire competenze professionali e ai secondi di formare nuove risorse a costi ridotti. In questo articolo, esploreremo in dettaglio i requisiti, i diritti, le tipologie di apprendistato, le agevolazioni contributive e la documentazione necessaria.

Requisiti per l'accesso all'apprendistato

I requisiti di età per accedere a un contratto di apprendistato variano a seconda della tipologia di apprendistato:

  • Apprendistato per la qualifica e il diploma professionale: rivolto a giovani tra i 15 e i 25 anni che devono ancora concludere il percorso di studi.
  • Apprendistato professionalizzante o di mestiere: rivolto a giovani tra i 18 e i 29 anni.
  • Apprendistato di alta formazione e ricerca: rivolto a giovani tra i 18 e i 29 anni, finalizzato al conseguimento di titoli di studio universitari, master, dottorati di ricerca, o per il praticantato per l’accesso alle professioni ordinistiche.

Non è necessario che il giovane possieda già un titolo di studio specifico per accedere all’apprendistato, ma il percorso formativo pregresso è consigliabile che sia inerente.

Sarà il percorso formativo previsto durante il periodo dell’apprendistato a fornire le competenze necessarie specifiche; tale formazione grazie all’esperienza pratica, oltre che alla didattica frontale ha l’obiettivo di permettere all’apprendista lo sviluppo di competenze ulteriori a quelle proprie raggiunte in precedenza.

Diritti dell'apprendista

Gli apprendisti godono di una serie di diritti che garantiscono loro una formazione adeguata e una protezione lavorativa:

  • Retribuzione: La retribuzione dell’apprendista è stabilita dal contratto collettivo di settore e può essere inferiore fino a due livelli rispetto alla qualifica da conseguire. La retribuzione aumenta gradualmente con l’anzianità di servizio.
  • Ferie e permessi: Gli apprendisti hanno diritto alle ferie annuali retribuite e ai permessi retribuiti come gli altri lavoratori.
  • TFR: Gli apprendisti hanno diritto al trattamento di fine rapporto (TFR).
  • Formazione: La formazione è parte integrante del contratto di apprendistato e deve essere svolta durante l’orario di lavoro. La formazione può essere interna (in azienda) o esterna (presso istituzioni formative).
  • Sicurezza sul lavoro: Gli apprendisti devono completare corsi di formazione sulla sicurezza entro 60 giorni dall’assunzione. Resta inteso che se l’apprendista (cosi come per qualsiasi lavoratore) viene assunto con attestati derivanti da precedenti esperienze, può essere esentato (Per quanto riguarda la Formazione Generale l’attestato resta valido nel tempo; mentre per la Formazione Specifica bisogna verificare il contenuto e la scadenza perché nell’arco di un quinquennio vi è un obbligo di aggiornamento).

Limiti numerici per l'assunzione di apprendisti

Il numero massimo di apprendisti che un datore di lavoro può assumere dipende dalla tipologia di impresa e dal numero di lavoratori dipendenti presenti:

  • Imprese con meno di 3 dipendenti: possono assumere fino a 3 apprendisti.
  • Imprese con meno di 10 dipendenti: possono assumere un numero di apprendisti pari al numero di dipendenti.
  • Imprese con 10 o più dipendenti: il numero complessivo di apprendisti non può superare il rapporto di 3 a 2 rispetto alle maestranze specializzate e qualificate.
  • Per le imprese artigiane, i limiti sono specifici e variano in base alla tipologia di lavorazione.

Agevolazioni contributive per le aziende

Le aziende che assumono apprendisti beneficiano di significative agevolazioni contributive:

  • Contribuzione ridotta: Per le aziende con oltre 9 dipendenti, la contribuzione è pari al 10% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali. Anche la contribuzione a carico dell’apprendista è ridotta al 5,84%.
  • Incentivi economici: Le aziende possono inquadrare l’apprendista fino a due livelli inferiori rispetto alla categoria spettante, riducendo così il costo del lavoro.

Apprendistato nel caso di percettori NASpi

Parlando dei requisiti anagrafici, abbiamo visto che esistono tre principali tipologie di apprendistato, ovvero: apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, apprendistato professionalizzante o di mestiere, apprendistato di alta formazione e ricerca.

In un precedente articolo avevamo visto Cosa è la Naspi e a chi spetta.

Anche i lavoratori percettori di NASpI possono accedere all’ apprendistato professionalizzante con un regime agevolativo specifico, ovvero:

  • Aliquota Contributiva Ridotta: Per i datori di lavoro con un numero di dipendenti pari o inferiore a 9, l’aliquota contributiva è ridotta all’1,5% per il primo anno, al 3% per il secondo anno, e al 10% dal terzo anno in poi. Per i datori di lavoro con più di 9 dipendenti, l’aliquota contributiva è del 10%.
  • Contribuzione per l’Assicurazione Sociale per l’Impiego (ASpI): A queste aliquote si aggiunge la contribuzione per l’ASpI, pari all’1,31% della retribuzione imponibile dell’apprendista.
  • Inquadramento Inferiore: L’apprendista può essere inquadrato fino a due livelli inferiori rispetto alla categoria spettante per le mansioni svolte, oppure può essere stabilita una retribuzione in misura percentuale e proporzionata all’anzianità di servizio.

Una delle differenze principali nel caso di percettori di NASpI rispetto all’apprendistato standard, riguarda la contribuzione agevolata: In caso di prosecuzione del rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato, non si applica l’estensione dei benefici contributivi per un ulteriore anno, che invece è prevista per gli apprendisti giovani.

Questo significa che, al termine del periodo di apprendistato, il datore di lavoro non beneficia di un ulteriore anno di contribuzione ridotta al 10%, come avviene per gli apprendisti giovani.

Documentazione necessaria per tutti i tipi di apprendistato

  • Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) è obbligatorio per tutte le aziende che assumono apprendisti. Il DVR deve essere redatto dal datore di lavoro e deve contenere la valutazione dei rischi presenti in azienda.
  • Il Piano Formativo Individuale (PFI) è un documento che definisce il percorso formativo dell’apprendista. Deve essere redatto contestualmente alla data di assunzione e deve indicare le competenze tecnico-professionali che l’apprendista deve acquisire. (in passato la norma disponeva un termine di 30 giorni per siglare il patto formativo) Noi lo predisponiamo con la collaborazione della rete ConsulentiApprendistato https://consulentiapprendistato.it/ ).
  • Percorso lavoratore: è un documento che il lavoratore deve chiedere al Centro per l’impiego, che sostituisce il vecchio libretto di lavoro, e certifica quali lavori sono stati svolti dall’aspirante apprendista. Tale documento è indispensabile all’azienda e al suo Consulente del lavoro per verificare la possibilità di accedere all’apprendistato. È inoltre fortemente consigliabile fare una verifica anche sul sito INPS come ulteriore prova, anche se il documento rilasciato non ha valore certificativo.

In quali casi un'azienda non può assumere apprendisti

Vediamo alcuni limiti all’assunzione di apprendisti in diverse circostanze specifiche:

  • Mancanza di dipendenti qualificati o specializzati: Se un’azienda non ha dipendenti qualificati o specializzati, o ne ha meno di tre, può assumere al massimo tre apprendisti. Se questa condizione non è rispettata, l’azienda non può assumere ulteriori apprendisti.
  • Superamento dei limiti numerici: Il numero massimo di apprendisti che un’azienda può assumere non può superare il rapporto di 3 apprendisti ogni 2 lavoratori qualificati o specializzati. Per le aziende con meno di 10 dipendenti, il numero di apprendisti non può superare il 100% del personale qualificato o specializzato. Se questi limiti sono superati, l’azienda non può assumere ulteriori apprendisti.
  • Mancato rispetto della percentuale di conferma: Per le aziende con almeno 50 dipendenti, l’assunzione di nuovi apprendisti è subordinata alla prosecuzione, a tempo indeterminato, del rapporto di lavoro di almeno il 20% degli apprendisti assunti nei 36 mesi precedenti. Se questa percentuale non è rispettata, l’azienda non può assumere nuovi apprendisti, salvo la possibilità di assumere un solo apprendista con contratto professionalizzante.
  • Violazioni normative: Se un’azienda non rispetta le normative relative alla formazione, alla sicurezza sul lavoro, o altre disposizioni specifiche del contratto di apprendistato, può essere impedita dall’assumere nuovi apprendisti. Ad esempio, la mancata redazione del Piano Formativo Individuale (PFI) o l’assenza di un tutor aziendale possono precludere l’assunzione di apprendisti.
  • Settori Esclusi: Alcuni settori o funzioni aziendali possono essere esclusi dalla possibilità di assumere apprendisti, in base a specifiche normative o contratti collettivi nazionali di lavoro. Ad esempio, non è possibile utilizzare apprendisti con contratto di somministrazione a tempo determinato.

Disconoscimento dell'Apprendistato da parte dell'Ispettorato o dell'INPS

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) e l’INPS possono disconoscere un contratto di apprendistato in diverse circostanze, principalmente legate al mancato rispetto delle normative vigenti. Vediamo in dettaglio le situazioni in cui ciò può accadere e le conseguenze per l’azienda e il lavoratore.

  • Mancato rispetto del Piano Formativo Individuale (PFI): Se l’azienda non redige il Piano Formativo Individuale (PFI) o se il PFI non è adeguato e non viene rispettato, l’apprendistato può essere disconosciuto.
  • Mancanza di formazione: Se l’azienda non fornisce la formazione prevista dal contratto di apprendistato, sia interna che esterna, l’INL può disconoscere il contratto.
  • Violazioni delle normative sulla sicurezza: Se l’azienda non rispetta le normative sulla sicurezza sul lavoro, ad esempio non fornendo la formazione obbligatoria sulla sicurezza, l’apprendistato può essere disconosciuto.
  • Inquadramento e retribuzione: Se l’apprendista non è inquadrato correttamente o non riceve la retribuzione prevista dal contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL), l’Ispettorato può intervenire.
  • Assenza di Tutor Aziendale: Se l’azienda non nomina un tutor aziendale o se il tutor non svolge adeguatamente il proprio ruolo, l’apprendistato può essere disconosciuto.

Conseguenze per il datore e per il lavoratore

Se l’apprendistato viene disconosciuto, il contratto di lavoro può essere trasformato in un contratto a tempo indeterminato sin dalla data di assunzione.

Questo implica che l’azienda dovrà riconoscere al lavoratore tutti i diritti e le retribuzioni previsti per un lavoratore a tempo indeterminato.

L’azienda inoltre può essere soggetta a sanzioni amministrative per il mancato rispetto delle normative sull’apprendistato.

Le sanzioni possono variare in base alla gravità delle violazioni riscontrate.

Infine l’INPS può richiedere il pagamento dei contributi previdenziali non versati o versati in misura ridotta, con l’aggiunta di sanzioni e interessi.

Questo può comportare un significativo onere finanziario per l’azienda.

Il lavoratore avrà quindi diritto a tutte le retribuzioni e i diritti previsti per un lavoratore a tempo indeterminato, inclusi eventuali arretrati.

Novità per l’apprendistato nella Pubblica Amministrazione

Tutti i datori di lavoro di imprese private possono stipulare contratti di apprendistato. 

Per la pubblica amministrazione sono state recentemente previste regole specifiche con il D.L. n. 44/2023, convertito con modificazioni dalla L. n. 74/2023, che ha regolamentato le modalità di attuazione del contratto di apprendistato.

L’obiettivo è quello di favorire l’ingresso dei giovani nel settore pubblico e di promuovere il ricambio generazionale.

Il decreto interministeriale firmato a fine anno introduce questo contratto nella PA e disciplina con quali modalità e criteri reclutare e assumere giovani laureati fino al 31 dicembre 2026. 

I candidati dovranno essere individuati e selezionati su base territoriale, al fine di svolgere un’esperienza di lavoro con contratto a tempo determinato di durata massima pari a 36 mesi. Inoltre le PA potranno individuare giovani di età minore di 24 anni, che abbiano completato gli esami previsti dal proprio piano di studi universitario.

Tali assunzioni dovranno avvenire nel rispetto del limite del 10% delle capacità di assunzione di ogni PA o del 20% per i comuni, le unioni di comuni, le province e le città metropolitane.

Le pubbliche amministrazioni devono deliberare appositi bandi con i requisiti di selezione del personale in apprendistato. La selezione avviene tramite concorso pubblico, che prevede una prova scritta, una prova orale e la valutazione dei titoli accademici e delle esperienze professionali dei candidati.

La selezione è necessaria per garantire la trasparenza e l’equità nell’accesso al pubblico impiego.

Il contratto di apprendistato nella pubblica amministrazione ha una durata massima di 36 mesi.

Alla scadenza del contratto, se il lavoratore ha ricevuto una valutazione positiva del servizio prestato e possiede i requisiti per l’accesso al pubblico impiego, il contratto può essere trasformato in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

In caso di valutazione negativa, il rapporto di lavoro cessa alla scadenza del contratto.

Conclusione

L’apprendistato rappresenta un’opportunità preziosa per i giovani che desiderano entrare nel mondo del lavoro e per le aziende che vogliono formare nuove risorse a costi ridotti. È fondamentale che entrambe le parti conoscano i propri diritti e doveri e rispettino le normative vigenti per garantire un percorso formativo efficace e sicuro.

Con le nuove disposizioni ora anche la pubblica amministrazione può avvalersi del contratto di apprendistato, offrendo nuove opportunità di ingresso ai giovani nel settore pubblico. Le pubbliche amministrazioni devono seguire procedure di selezione trasparenti e rigorose, garantendo che l’apprendistato sia un percorso formativo di qualità che può portare, previa valutazione positiva, alla stabilizzazione del rapporto di lavoro.

In sintesi, l’apprendistato, sia nel settore privato che pubblico, è uno strumento fondamentale per favorire l’occupazione giovanile e il ricambio generazionale, contribuendo allo sviluppo delle competenze professionali e alla crescita economica del Paese.

 

No! Il contratto di apprendistato per le aziende private è a tempo indeterminato, è il periodo formativo ad essere a tempo determinato.

No, solo se sussistono giusta causa o giustificato motivo. In assenza di una giusta causa o di un giustificato motivo vengono applicate le sanzioni previste per il licenziamento illegittimo. Il recesso è sempre possibile durante il periodo di prova o al termine del periodo formativo indicato nel contratto.

No. Possono essere assunti con il contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca tutti i soggetti età compresa tra i 18 e i 29 anni.

Sì. I lavoratori assunti con contratto di apprendistato, in qualsiasi settore di attività, godono di tutte le tutele assistenziali e previdenziali dei lavoratori subordinati.

Sì. In caso di sospensione dell’attività lavorativa per più di 30 giorni, l’apprendistato può essere prolungato ai sensi dell’articolo 42 comma 5 lettera g del D. lgs del 15 giugno 2015 n. 81, salvo diversa previsione della normativa regionale di riferimento. Terminata la sospensione dovrà essere rimodulato il piano formativo individuale e dovrà essere fatta comunicazione all’INPS.

Per ulteriori informazioni sul contratto dell’apprendistato o se cerchi un Consulente del Lavoro contatta lo Studio Borsi e compila il form sottostante.