Vai al contenuto
Home » Tirocini formativi: tutto quello che devi sapere nel 2024

Tirocini formativi: tutto quello che devi sapere nel 2024

tirocini formativi:tutto quello che devi sapere nel 2024
Condividi questo articolo

Il tirocinio formativo è uno strumento fondamentale per l’orientamento al lavoro e la formazione professionale, che non costituisce un rapporto di lavoro subordinato. 

Di seguito troverete una disamina delle principali tipologie di tirocinio, con particolare attenzione alle recenti modifiche legislative e le linee guida regionali, con un focus sulle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2022 e gli aggiornamenti del 2023 e 2024.

Struttura del tirocinio

Il tirocinio coinvolge tre soggetti principali:

  • Soggetto promotore: Entità che attiva lo stage.
  • Soggetto ospitante: L’azienda che accoglie il tirocinante.
  • Tirocinante: La persona che partecipa al tirocinio.

A questi si aggiungono i tutor, uno nominato dal soggetto promotore e uno dal soggetto ospitante, che facilitano l’inserimento del tirocinante e gestiscono la documentazione relativa all’apprendimento.

Il tutor del soggetto ospitante può seguire al massimo tre tirocinanti contemporaneamente.

Tipologie di tirocini

I tirocini possono essere:

  • Curriculari: Inclusi nei corsi di studio universitari e scolastici, senza obbligo di indennità economica.
  • Non curriculari: Finalizzati all’inserimento o reinserimento lavorativo di soggetti disoccupati o con particolari svantaggi.

Tirocinio curriculare

Il tirocinio curriculare è un’esperienza formativa prevista all’interno di un percorso di istruzione o formazione, finalizzata al conseguimento di un titolo di studio.

Le principali caratteristiche sono:

  • È rivolto a studenti iscritti a corsi di laurea, master, dottorati di ricerca o istituti di istruzione secondaria superiore.
  • Non prevede l’obbligo di corrispondere un’indennità al tirocinante.
  • La durata è stabilita dal piano di studi dell’istituzione formativa.
  • Non è soggetto alle limitazioni numeriche previste per i tirocini extracurriculari.

Tirocinio extracurriculare

Il tirocinio extracurriculare, o non curriculare, è invece finalizzato all’inserimento o al reinserimento lavorativo di soggetti non più inseriti in percorsi di istruzione formale.

Le caratteristiche principali sono:

  • È rivolto a neolaureati, neodiplomati, disoccupati o inoccupati.
  • Prevede l’obbligo di corrispondere un’indennità di partecipazione al tirocinante, il cui importo minimo varia in base alla normativa regionale (non inferiore a 300 euro lordi mensili).
  • La durata minima è di 2 mesi.
  • La durata massima è di 6 mesi – per soggetti in condizione di svantaggio e minori in dispersione scolastica è di massimo 12 mesi. 
  • Per i soggetti disabili massimo 18 mesi proroghe comprese, elevabili a 24 mesi nel caso di tirocini promossi all’interno delle convenzioni di cui all’art. 11 della legge 19 marzo 1999 n. 68.
  • È soggetto a limitazioni numeriche in relazione alle dimensioni dell’impresa ospitante.

Linee guida e normativa

Le Linee-guida del 2017, adottate dalla Conferenza Unificata Stato-Regioni, stabiliscono standard minimi per i tirocini, ma la competenza per l’attuazione e la gestione resta alle Regioni e Province Autonome.

La Legge di Bilancio 2022 ha introdotto ulteriori criteri per i tirocini non curriculari, tra cui:

  • Revisione della disciplina per favorire soggetti con difficoltà di inclusione sociale.
  • Riconoscimento di una congrua indennità di partecipazione.
  • Durata massima dei tirocini.
  • Limiti numerici di tirocini attivabili in relazione alle dimensioni dell’impresa ospitante.
  • Livelli essenziali della formazione, con bilancio delle competenze e certificazione finale.

Diritti del tirocinante

Malattia e Assenze: il tirocinante ha il diritto di assentarsi dal lavoro per malattia, ma non è tenuto a fornire un certificato medico. Le assenze devono essere preventivamente concordate con il referente aziendale. In caso di malattia grave o infortuni che comportino un’assenza pari o superiore a un terzo della durata totale del tirocinio, è possibile sospendere il tirocinio e recuperare il periodo perso successivamente.

Ferie e Permessi: il tirocinio non prevede la maturazione di ferie retribuite o permessi. Tuttavia, il tirocinante può concordare giorni o orari di assenza con il proprio referente aziendale. Durante i periodi di chiusura aziendale, come le ferie estive o natalizie, il tirocinio può essere sospeso.

Trattamento di Fine Rapporto (TFR) e Contributi: il tirocinio non prevede il versamento di contributi previdenziali né la maturazione del Trattamento di Fine Rapporto (TFR). Gli unici contributi obbligatori sono quelli assicurativi, che includono l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) e una polizza per la responsabilità civile verso terzi.

Sicurezza sul Lavoro: il tirocinante deve essere tutelato in materia di salute e sicurezza sul lavoro, come previsto dal Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81. L’azienda ospitante è tenuta a rispettare integralmente le disposizioni in materia di sicurezza. 

Aggiornamenti recenti sul tirocinio

  • Legge di Bilancio 2022: Ha imposto la definizione di nuove linee guida entro il 30 giugno 2022, ma l’accordo tra Stato e Regioni non è stato ancora raggiunto. Pertanto, le normative regionali vigenti continuano ad applicarsi.
  • Proposte Europee 2024: La Commissione Europea ha presentato una proposta di direttiva per abolire i tirocini non retribuiti, promuovendo tirocini di qualità con retribuzione e accesso alla protezione sociale.
  • Regione Toscana: Ha introdotto nuove linee guida sperimentali per i tirocini extracurriculari, aumentando il rimborso spese a 600 euro mensili e vincolando il sostegno finanziario alla successiva assunzione del tirocinante.
  • Regione Campania: con il programma Garanzia IN, ha approvato nuove linee guida e modulistica per i tirocini, validi fino al 31 dicembre 2024.

Aspetti rilevanti per i datori di lavoro

In qualità di datori di lavoro e imprenditori, è fondamentale tenere in considerazione i seguenti aspetti:

  • Indennità di partecipazione: per i tirocini extracurriculari, è obbligatorio corrispondere un’indennità minima, il cui importo varia in base alla normativa regionale. Si consiglia di verificare gli importi aggiornati presso gli enti competenti della propria regione.(In Emilia Romagna il rimborso spese minimo previsto è di 450 euro.)
  • Convenzione e progetto formativo: per l’attivazione di un tirocinio è necessario stipulare una convenzione con l’ente promotore e redigere un progetto formativo dettagliato, che definisca gli obiettivi e le modalità di svolgimento del tirocinio.
  • Figure di riferimento: è obbligatorio individuare un tutor aziendale che segua il tirocinante sul luogo di lavoro e un tutor accademico responsabile degli aspetti didattico-organizzativi.
  • Documentazione finale: al termine del tirocinio, il tutor aziendale deve redigere una relazione finale che attesti gli obiettivi formativi acquisiti dal tirocinante.

Limiti numerici

In Emilia Romagna, l’attivazione di tirocini extracurriculari che un datore di lavoro può ospitare contemporaneamente è soggetta a limiti numerici in relazione al numero dei dipendenti a tempo indeterminato e/o determinato dell’azienda ospitante:

  • Nelle unità produttive fino a 5 dipendenti: è consentito ospitare 1 solo tirocinante alla volta.
  • Nelle unità produttive con un numero di dipendenti compreso tra 6 e 20: è possibile ospitare non più di 2 tirocinanti contemporaneamente.
  • Nelle unità produttive con 21 o più dipendenti: è consentito ospitare un numero di tirocinanti equivalente al massimo al 10% dei dipendenti. Ad esempio, un’azienda con 30 dipendenti può ospitare al massimo 3 tirocinanti contemporaneamente.

Questi limiti sono stati stabiliti per garantire un equilibrio tra le opportunità formative offerte ai tirocinanti e la capacità delle aziende di fornire un’adeguata supervisione e supporto durante il periodo di tirocinio.

Dati Statistici

Secondo il IV Rapporto di Monitoraggio Nazionale in materia di tirocini extracurriculari, nel 2022 sono stati attivati quasi 313.000 tirocini in Italia, con un leggero calo rispetto all’anno precedente.

Tuttavia, il tasso di inserimento lavorativo post-tirocinio rimane significativo, infatti 2 tirocinanti su 3 hanno firmato un contratto entro sei mesi dal termine del tirocinio.

Casi di divieto di utilizzo del tirocinio

In generale, il tirocinio non può essere utilizzato per sostituire lavoratori dipendenti o per coprire ruoli e mansioni ordinarie dell’azienda. La sua finalità deve essere esclusivamente formativa e di orientamento al lavoro per il tirocinante.

Il tirocinio non può essere utilizzato nelle seguenti situazioni:

  • Per sostituire lavoratori assenti per maternità. È espressamente vietato attivare tirocini “per sostituire lavoratori subordinati nei periodi di picco delle attività e personale in malattia, maternità o ferie”.
  • Per sostituire lavoratori in cassa integrazione. Il tirocinio non può essere utilizzato per sopperire a esigenze organizzative dell’azienda.
  • Per sostituire lavoratori licenziati. È vietato ospitare tirocinanti per aziende che abbiano effettuato licenziamenti nei 12 mesi precedenti l’attivazione del tirocinio.
  • Per attività lavorative elementari e ripetitive che non necessitano di un periodo formativo.
  • Con soggetti che abbiano avuto un precedente rapporto di lavoro con l’azienda, se non nel rispetto di determinati limiti temporali.
  • In eccedenza rispetto al numero massimo di tirocinanti consentito per legge in base alle dimensioni dell’azienda.
  • Per attività non coerenti con gli obiettivi formativi del tirocinio.

Confronto con altri Paesi Europei

Il confronto con gli altri Stati europei evidenzia come il sistema italiano dei tirocini presenti sia elementi di convergenza che di divergenza rispetto alle pratiche adottate in altri paesi.

La tendenza generale a livello europeo è quella di regolamentare in modo più stringente l’istituto del tirocinio, al fine di prevenirne l’abuso e garantire una reale valenza formativa.

Analizzando i sistemi di tirocinio di altri Paesi europei, emergono alcune differenze significative rispetto all’Italia. 

In Germania, il sistema duale offre una forte integrazione tra formazione teorica e pratica, senza limiti di durata specifici per i tirocini. 

La Francia impone una durata massima di 6 mesi per anno accademico e un’indennità obbligatoria per tirocini superiori a 2 mesi, simile all’approccio italiano. 

In Spagna, la retribuzione non è obbligatoria ma frequente, soprattutto sotto forma di borsa di studio.

Conclusioni

La normativa sui tirocini in Italia è in continua evoluzione, con significativi aggiornamenti introdotti dalla Legge di Bilancio 2022 e le recenti proposte europee.

Le Regioni giocano un ruolo cruciale nell’implementazione delle linee guida, con esempi virtuosi come la Toscana e la Campania che hanno adottato misure innovative per migliorare la qualità e l’efficacia dei tirocini. La normativa italiana sui tirocini, pur presentando alcune complessità, si allinea in larga parte alle best practices europee.

L’obbligo di indennità e i limiti numerici, seppur talvolta percepiti come vincoli, sono strumenti volti a garantire la qualità e l’efficacia dei percorsi formativi.

La flessibilità offerta dal sistema italiano in termini di durata e tipologie di tirocinio può rappresentare un vantaggio competitivo se sfruttata adeguatamente.

La durata massima è di sei mesi, elevabili fino a ventiquattro mesi per i soggetti disabili.

L’indennità minima è stabilita a 300 euro mensili, ma può variare a livello regionale. In Emilia Romagna, ad esempio, è di 450 euro, mentre in Toscana è stata recentemente aumentata a 600 euro.

La mancata corresponsione dell’indennità comporta una multa variabile da 1.000 a 6.000 euro.

I tirocini si attivano mediante una convenzione tra il soggetto promotore e il soggetto ospitante, accompagnata da un Piano Formativo Individuale che definisce doveri e obblighi delle parti.

No, il tirocinante non matura ferie retribuite, ma può concordare giorni di assenza con il referente aziendale.

Sì, il tirocinante deve essere assicurato contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) e deve essere coperto da una polizza per la responsabilità civile verso terzi.

Per ulteriori informazioni sui tirocini formativi o se cerchi un Consulente del Lavoro contatta lo Studio Borsi e compila il form sottostante.