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Fringe benefit 2024: come funzionano e cosa sono

L'iimagine raffigura i Fringe benefit 2024: come funzionano e cosa sono
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I fringe benefit rappresentano una componente sempre più rilevante del pacchetto retributivo offerto dalle aziende ai propri dipendenti.

Questi benefici, che non vengono erogati sotto forma di denaro ma come beni e servizi, possono contribuire significativamente al benessere dei lavoratori e alla loro fidelizzazione.

La Legge di Bilancio 2024 ha introdotto importanti novità in materia di fringe benefit, modificando le soglie di esenzione fiscale e ampliando le tipologie di benefici che possono essere offerti.

Questo articolo si propone di fornire una guida per le aziende e i datori di lavoro che desiderano elargire fringe benefit ai propri dipendenti, analizzando le nuove regole, le modifiche rispetto al 2023 e offrendo esempi pratici di fringe benefit adottabili.

Cosa Sono i Fringe Benefit?

I fringe benefit, o compensi in natura, sono compensi non monetari che le aziende offrono ai propri dipendenti come parte del pacchetto retributivo.

Questi benefici concessi dal datore di lavoro ai dipendenti possono includere una vasta gamma di vantaggi, come l’uso di un’auto aziendale, buoni pasto, assicurazioni sanitarie, rimborsi per le utenze domestiche, e molto altro.

La concessione di fringe benefit è una strategia efficace per migliorare il benessere dei dipendenti, aumentare la loro soddisfazione e fidelizzazione, e può anche offrire vantaggi fiscali sia per l’azienda che per i lavoratori.

Aumento della soglia di esenzione fiscale per il 2024

Vediamo quali novità sono state previste per il 2024 e come le aziende e i dipendenti possono trarne beneficio.

La Legge di Bilancio 2024 (legge 30 dicembre 2023, n. 213) ha innalzato le soglie di esenzione fiscale per i fringe benefit; il limite ordinario previsto dall’art. 51, comma 3, del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), sarebbe, infatti, di 258,23 euro. 

Per l’anno fiscale 2024, le nuove soglie sono le seguenti:

  • 1.000 euro per la generalità dei lavoratori dipendenti.
  • 2.000 euro per i lavoratori dipendenti con figli fiscalmente a carico.

Queste soglie rappresentano un aumento rispetto al limite ordinario, ma per i dipendenti con figli a carico nel 2023 la soglia era stata temporaneamente elevata a 3.000 euro.

Condizioni per dipendenti con figli a carico

Sono considerati fiscalmente a carico i figli che abbiano un reddito annuale non superiore a euro 2.840,51 euro.

Se hanno fino a 24 anni di età, il reddito annuale non deve superare i 4.000 euro.

La condizione deve essere verificata al 31 dicembre di ciascun anno.

Se un unico figlio è a carico di entrambi i genitori, l’agevolazione spetta a entrambi in misura piena e il limite complessivo può quindi arrivare a 4.000 euro.

La detrazione spetta anche nel caso in cui si decida di attribuire il 100% della detrazione a un unico genitore.

Il dipendente deve presentare un’autodichiarazione al datore di lavoro, indicando il codice fiscale del figlio o dei figli fiscalmente a carico.

In assenza di tale dichiarazione, l’agevolazione non è applicabile.

Tipologie di fringe benefit ammissibili

Oltre all’aumento delle soglie di esenzione, la Legge di Bilancio 2024 ha ampliato le tipologie di fringe benefit che possono essere offerti ai dipendenti.

Tra questi, rientrano:

  • Rimborso delle utenze domestiche (energia elettrica, gas, acqua);
  • Spese per l’affitto della prima casa;
  • Interessi sul mutuo della prima casa.

Obbligatorietà o discrezionalità dei fringe benefit

È importante sottolineare che la concessione dei fringe benefit non è obbligatoria per le aziende.

La decisione di offrire questi benefici è a discrezione del datore di lavoro, che può scegliere se e quali fringe benefit concedere ai propri dipendenti. 

Possono essere concessi individualmente ai singoli lavoratori, indipendentemente dalla loro categoria o posizione all’interno dell’azienda.

Questo li rende uno strumento flessibile e personalizzabile per incentivare e premiare anche solo alcuni specifici dipendenti.

Mancanza di stabilità delle regole

Le modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2024 sono limitate al solo anno fiscale 2024.

Pertanto, le nuove soglie di esenzione e le tipologie di fringe benefit ammissibili sono valide solo per il 2024, salvo ulteriori interventi legislativi che potrebbero prorogare o modificare queste disposizioni.

Purtroppo, la mancanza di stabilità di tali previsioni normative, rende difficile per le aziende la programmazione di interventi a lungo termine a favore dei propri dipendenti.

Va tenuto poi conto che secondo l’art. 51, comma 3, del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), non concorre a formare il reddito il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati se complessivamente di importo non superiore a 258,23 euro.

Perciò se il valore dei fringe benefit supera tale limite, l’intero importo concorre a formare il reddito tassabile del dipendente.

Si sottolinea però che la soglia del fringe benefit è ferma dal 1997.

Questo valore deriva dalla conversione delle 500.000 lire stabilite nel 1997 con il Decreto Legislativo n. 314 del 2 settembre 1997, che ha modificato le previsioni del 1986 de il Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR).

La soglia di 500.000 lire è stata poi convertita in 258,23 euro con l’introduzione dell’euro nel 2002.

Poiché tale valore non riflette le condizioni economiche attuali, le aziende sottolineano la necessità di un intervento normativo più strutturale per adeguare la soglia di esenzione ai tempi moderni, considerando l’inflazione e l’aumento del costo della vita.

Esempi di fringe benefit

Prima di scegliere quali fringe benefit offrire, è importante capire quali sono le esigenze e le preferenze dei dipendenti.

Sondaggi e colloqui individuali possono essere strumenti utili per raccogliere queste informazioni.

Le aziende possono scegliere tra una vasta gamma di fringe benefit da offrire ai propri dipendenti, per cui possono variare in base alle politiche aziendali, ma alcune delle tipologie più comuni includono:

    1. Auto aziendale: L’uso di un’auto aziendale è uno dei fringe benefit più comuni. Può essere concesso in uso promiscuo, ovvero per utilizzo sia lavorativo che personale. Il valore imponibile del benefit viene calcolato in base alle tabelle ACI, che considerano la percorrenza convenzionale e le emissioni di CO2 del veicolo.
    2. Buoni pasto: I buoni pasto sono un altro esempio di fringe benefit molto apprezzato. Possono essere utilizzati dai dipendenti per acquistare cibo e bevande durante la pausa pranzo. I buoni pasto sono esenti da tassazione entro un certo limite giornaliero, aumentato a 8€ per i ticket elettronici;
    3. Rimborso delle utenze domestiche: Il rimborso delle utenze domestiche, come le bollette per l’energia elettrica, il gas e l’acqua, è una novità introdotta per il 2024. Questo tipo di fringe benefit può aiutare i dipendenti a far fronte alle spese domestiche, migliorando il loro benessere economico.
    4. Spese per l’affitto e interessi sul mutuo: Per la prima volta, la Legge di Bilancio 2024 consente di includere tra i fringe benefit esenti anche le spese per l’affitto della prima casa e gli interessi sul mutuo. Questo rappresenta un utile supporto per i dipendenti che devono affrontare spese abitative.
    5. Dispositivi tecnologici: La concessione di dispositivi tecnologici come smartphone, tablet e computer portatili è un altro esempio di fringe benefit. Questi dispositivi possono essere utilizzati sia per scopi lavorativi che personali e contribuiscono a migliorare la produttività e la soddisfazione dei dipendenti.
    6. E ancora Prestiti agevolati, assistenza sanitaria, voucher per l’acquisto di beni, servizi o prestazioni (es. abbonamenti in palestra).

La tassazione del bonus benzina da 200 euro

I buoni benzina che verranno assegnati tra gennaio e dicembre 2024 non concorrono alla formazione del reddito dei beneficiari se entro la soglia di 200 euro per ogni dipendente.

Tali buoni sono detassati, ma contribuiti: infatti nel 2024 (così com’è stato nel 2023) questi buoni sono esclusi solo dalla contribuzione fiscale e non da quella contributiva.

In altre parole, i voucher per il carburante dei dipendenti erogati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2024 risultano soggetti a contributi previdenziali (Inps).

Si tratta di un beneficio che arriva in busta paga ai lavoratori del settore privato: tuttavia, la decisione di erogarlo spetta ai datori di lavoro, che non hanno alcun obbligo.

Inoltre, è lo stesso datore a decidere se riconoscere tale buono a tutti i dipendenti o solo ad alcuni.

Conclusione

I fringe benefit rappresentano un’importante opportunità per le aziende di migliorare il benessere dei propri dipendenti e di aumentare la loro fidelizzazione.

Le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2024 offrono maggiori possibilità di esenzione fiscale e ampliano le tipologie di benefici che possono essere concessi.

Tuttavia, è fondamentale che le aziende valutino attentamente le proprie politiche di fringe benefit, tenendo conto delle nuove soglie di esenzione e delle disposizioni normative vigenti.

La concessione di fringe benefit non è obbligatoria, ma può rappresentare un vantaggio competitivo significativo per attrarre e mantenere talenti all’interno dell’organizzazione.

Le aziende che sapranno sfruttare al meglio questi vantaggi potranno beneficiare di un ambiente di lavoro più positivo e produttivo, mentre i dipendenti potranno godere di una maggiore soddisfazione e qualità della vita.

Si, nel limite di 2.000 euro per l’anno 2024, purché il figlio sia fiscalmente a carico del dipendente della nostra azienda e previa autodichiarazione consegnata al datore di lavoro.

Per poter usufruire delle agevolazioni fiscali e contributive previste per i fringe benefit, il datore di lavoro deve materialmente fornire al dipendente dei beni o servizi (Buoni spesa, buoni carburante, abbonamenti per palestra, pay tv, auto aziendale, tablet, cellulare, polizze assicurative, ecc.), non è sufficiente aumentare semplicemente l’importo netto in busta, ma è necessario acquistare e consegnare fisicamente dei beni o servizi al dipendente entro i limiti di valore previsti per l’esenzione fiscale.

Solo in questo modo il valore dei fringe benefit non concorre a formare il reddito imponibile del dipendente.

No, è una libera scelta aziendale, l’Erario non lo rimborsa. 

Il datore che compie questa scelta è orientato a dare una maggior soddisfazione ai dipendenti, con un’esenzione fiscale e contributiva fino a certe soglie.

Ma non viene rimborsato dallo Stato.

Si, se stabilito con delibera assembleare della società.

E nel caso questi abbia figli a carico, occorre che anche l’amministratore fornisca relativa autodichiarazione.

No, l’erogazione dei fringe benefit è facoltativa per le aziende e non rappresenta un diritto automatico per i dipendenti, non vi è alcun obbligo per il datore di lavoro, è una discrezionalità dell’azienda.

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