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Come si diventa Consulente del Lavoro?

L'immagine raffigurata descrive cosa fa il Consulente del Lavoro
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Chi è e come si diventa consulente del Lavoro?

Il Consulente del Lavoro è una figura professionale che nel panorama lavorativo italiano svolge un ruolo cruciale nell’ambito delle pratiche giuslavoriste e fiscali, offrendo sostegno sia alle aziende che ai lavoratori.

Fondato sulla Legge 12 del 1979, che regola l’attività dei Consulenti del Lavoro, questo professionista è regolarmente iscritto all’Ordine e specializzato nella consulenza e nell’assistenza in materia di lavoro, fisco e previdenza.

Il suo compito principale è quello di guidare e assistere aziende e lavoratori nelle molteplici e complesse questioni legate al mondo del lavoro, assicurando la piena conformità alle normative vigenti.

Ma come si diventa Consulente Del Lavoro?

È necessario seguire un percorso ben definito che comprende studi universitari, tirocinio e superamento dell’esame di Stato, per poi iscriversi all’albo professionale dei Consulenti del Lavoro.

Vediamo nel dettaglio i vari passaggi necessari per ottenere l’abilitazione all’esercizio della professione.

Percorso Universitario

Il primo passo per diventare Consulente del Lavoro è conseguire una laurea triennale o quinquennale in discipline giuridiche o economiche.

La Legge 12 del 1979 elenca in maniera specifica le classi di laurea ammesse, tra cui:

  • Giurisprudenza;
  • Scienze dell’economia;
  • Scienze della politica;
  • Scienze delle pubbliche amministrazioni;
  • Scienze dei servizi giuridici;
  • Scienze dell’economia e della gestione aziendale;
  • Scienze dell’amministrazione.

Il percorso per diventare Consulente del Lavoro è una strada che richiede impegno, studio e una solida formazione, culminando con un esame di Stato che attesta la competenza e l’idoneità professionale.

Dopo aver conseguito la laurea, è necessario infatti completare un periodo di praticantato della durata di 18 mesi, che può essere iniziato anche durante gli ultimi 6 mesi di studio universitario. 

Durante il praticantato, il futuro Consulente del Lavoro ha l’opportunità di acquisire conoscenze pratiche e competenze specifiche attraverso l’esperienza sul campo, lavorando a stretto contatto con professionisti già affermati nel settore.

Il tirocinio deve essere svolto presso uno Studio di Consulenza del Lavoro o presso un Consulente del Lavoro già iscritto all’albo da almeno cinque anni.

Deve essere svolto per minimo 20 ore settimanali, vi sono corsi obbligatori da frequentare presso l’Ordine provinciale di iscrizione, e prove intermedie di verifica, per poter constatare l’effettiva preparazione dei praticanti.

È fortemente consigliabile studiare lungo tutto il percorso per non trovarsi con tante materie da studiare tutte insieme, magari in collaborazione con gli altri iscritti della Provincia per darsi reciproco sostegno.

Esame di Stato

Dopo aver completato con successo il periodo di Praticantato, si accede all’esame di Stato per ottenere l’abilitazione alla professione di Consulente del Lavoro, in conformità con la Legge 12/1979. 

La verifica si svolge una volta l’anno e il relativo bando con le date è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. L’esame comprende due prove scritte e una prova orale, progettate per valutare la preparazione teorica e pratica del candidato.

Le prove scritte possono richiedere lo svolgimento di un tema sul diritto del lavoro e sulla legislazione sociale e una prova teorico-pratica sul diritto tributario, scelti dalla Commissione, quali la redazione di documenti e atti tipici della professione, come buste paga, Modelli Redditi delle persone fisiche, calcoli del Trattamento di Fine Rapporto (TFR), ravvedimento operoso, Certificazioni Uniche, e dichiarazioni fiscali come il modello 770 e 730.

La prova orale offre al candidato l’opportunità di dimostrare in modo più approfondito le proprie competenze, rispondendo a domande poste da una Commissione esaminatrice composta da professionisti del settore, sulle seguenti materie:

  • diritto del lavoro;
  • legislazione sociale;
  • diritto tributario;
  • elementi di diritto privato, pubblico e penale;
  • nozioni generali sulla ragioneria, rilevazione del costo del lavoro e bilancio.

Le due prove scritte si svolgono generalmente nella prima settimana di settembre, nel capoluogo della Regione di residenza, e durano sette ore ciascuna. 

È necessario superare entrambe le prove scritte per essere ammessi alla prova orale, che si tiene alcuni mesi dopo la prima sessione.

Al termine dell’esame orale (al quale sono ammessi uditori), la Commissione si ritira per deliberare sull’ammissione dei candidati. È importante notare che, a differenza dell’esame per Commercialisti, ma similmente a quello per Avvocati, l’esame da Consulente del Lavoro si tiene una sola volta all’anno. 

Inoltre, il candidato può sostenere l’esame entro cinque anni dal Certificato di Compiuta Pratica

Qualora il candidato non superasse l’esame entro tale periodo, sarebbe necessario completare nuovamente un periodo di 18 mesi di Praticantato prima di poter ripresentarsi all’esame. 

Pertanto, mantenere una preparazione costante e una pianificazione accurata è essenziale per garantire il successo in questa importante tappa verso la professione di Consulente del Lavoro.

Iscrizione all'Albo

Una volta superato l’esame di Stato, il neo Consulente del Lavoro deve iscriversi all’Ordine dei Consulenti del Lavoro. L’iscrizione è obbligatoria per poter esercitare legalmente la professione in Italia, come stabilito dalla Legge n. 12/1979.

L’iscrizione all’Albo è una garanzia per i clienti e i vari stakeholders, in quanto il Consulente del Lavoro deve impegnarsi in un percorso di formazione professionale continua

Questo percorso è obbligatorio e serve a garantire che il professionista mantenga e aggiorni costantemente le proprie competenze professionali. 

Il Consulente del Lavoro non iscritto, potrebbe aver passato l’Esame di Stato, ma poi, non avendo obblighi formativi, aver smesso di aggiornarsi sulla normativa.

È bene quindi tutelarsi da tali professionisti, perché non sono sottoposti a nessun organo di Vigilanza.

Mentre chi è iscritto all’Ordine deve raggiungere 50 crediti formativi a biennio, e deve sottostare ad una deontologia professionale.

Almeno 6 dei 50 crediti, infatti, devono fare riferimento a materie di Ordinamento Professionale e Codice Deontologico.

Per agevolare l’attività di formazione continua il regolamento consente il conseguimento del 40% dei crediti in modalità e-learning.

Attività Professionale

Una volta abilitati, i Consulenti del Lavoro possono svolgere una vasta gamma di attività, tra cui:

  • Gestione delle risorse umane
  • Elaborazione delle buste paga
  • Versamento dei contributi previdenziali
  • Comunicazioni con enti quali INPS, INAIL e Agenzia delle Entrate
  • Supporto alle aziende nella gestione dei rapporti di lavoro
  • Consulenza in materia di diritto del lavoro, previdenza, contabilità e diritto tributario

La professione è dinamica e in continua evoluzione, con la possibilità di specializzarsi in diversi ambiti come welfare aziendale, smart working, sicurezza del lavoro, gestione delle crisi aziendali e mediazione civile.

Si tratta di una professione in grado di offrire sbocchi lavorativi numerosi e sempre nuovi ai giovani laureati interessati a costruirsi una carriera dinamica e in grado di assicurare un futuro di benessere.

I Consulenti del Lavoro in Italia sono circa 26.500 e amministrano circa 1.200.000 di aziende con quasi 8 milioni di addetti, redigono 1.500.000 dichiarazioni dei redditi e esercitano funzioni di conciliazione o di consulenza di parte o di consulenza tecnica del giudice in oltre 100.000 vertenze di lavoro.

Nella graduatoria dei liberi professionisti sono al terzo posto per base imponibile denunciata al fisco, dopo notai e commercialisti.

I redditi professionali di un Consulente del Lavoro variano in base all’esperienza, alle responsabilità e al livello di specializzazione, ma possono aggirarsi dai 30.000 a 180.000 euro l’anno.

Per essere iscritti all’Albo dei Consulenti del Lavoro è necessario aver superato l’esame di Stato. 

Inoltre è necessario un percorso di formazione professionale continua che richiede il conseguimento di 50 crediti formativi a biennio, di cui almeno 6 devono riguardare materie di Ordinamento Professionale e Codice Deontologico.

Una volta abilitati, i Consulenti del Lavoro possono svolgere una vasta gamma di attività, tra cui l’elaborazione delle buste paga, il versamento dei contributi previdenziali e la consulenza in materia di diritto del lavoro, previdenza, contabilità e diritto tributario. 

Ma possono anche specializzarsi in Sicurezza sul lavoro, gestione dei tirocini e apprendistati, gestione pensionistica, ricerca e selezione del personale.
 
C’è inoltre chi trova il proprio focus nella gestione delle aziende, e chi segue maggiormente i lavoratori.
 
 

Secondo la Legge 12/1979, gli adempimenti in materia di lavoro, previdenza ed assistenza sociale dei lavoratori dipendenti possono essere assunti anche da avvocati, dottori commercialisti, ragionieri e periti commerciali previa comunicazione agli ispettorati del lavoro.

Vi è una differenza: solamente il Consulente del Lavoro ha l’obbligo di continuare a formarsi sulle materie giuslavoristiche, obbligo monitorato dall’Ordine di appartenenza che può comminare sanzioni e richiami in caso di mancato aggiornamento del Consulente del Lavoro.

Sono richieste competenze legali, economiche e gestionali, oltre a una conoscenza approfondita della normativa vigente in materia di lavoro, fisco e previdenza. 

Inoltre, è importante possedere capacità comunicative, problem-solving e capacità di lavorare sotto pressione.

 

Sebbene possano esserci delle sovrapposizioni, le due professioni si distinguono per le loro competenze specifiche, la formazione richiesta e gli ambiti lavorativi tipici.
 
Il Consulente del Lavoro si occupa di tutto ciò che riguarda il rapporto di lavoro tra azienda e dipendente: assunzioni, licenziamenti, buste paga, contributi, relazioni sindacali, sicurezza sul lavoro, legislazione sociale, relazioni sindacali e contenzioso.
 
Il commercialista si concentra sugli aspetti finanziari, diritto fallimentare, fiscalità nazionale e internazionale, bilancio, tasse, dichiarazioni, revisione contabile, consulenza societaria.
La risposta è sì, una volta abilitato, si può svolgere anche il lavoro come dipendente presso aziende, associazioni di categoria, altri Studi professionali.
Ma dopo un così lungo percorso formativo, e un difficile esame di Stato, consiglio di non rinunciare alla soddisfazione di avere uno Studio proprio per non disperdere le proprie competenze sotto la direzione altrui.
 
Semmai si può provare a fondare una STP con altri colleghi per unire le forze.
 

Abbiamo quindi visto come il Consulente del lavoro sia un indispensabile punto di riferimento per coloro che necessitano di supporto e consulenza nell’affrontare le complesse dinamiche del mondo del lavoro.

Per ulteriori informazioni sul tema o se cerchi un Consulente del Lavoro contatta lo Studio Borsi e compila il form sottostante.